Cronaca Italia

Figliuolo su terza dose e Green pass. Sui vaccini: “Dobbiamo intercettare i cosiddetti indecisi”

Il commissario per l'emergenza Figliuolo parla della terza dose e del Green pass. Poi spiega come procede la campagna vaccinale
Figliuolo

L’estate è entrata nel vivo e anche le vacanze degli italiani con la preoccupazione della macchina della vaccinazione che potrebbe incagliarsi sui richiami della seconda dose. Il Covid, e soprattutto la variante Delta, non arrestano la corsa e l’Europa cerca di attrezzarsi. Intanto Figliuolo pensa anche alla possibilità della terza dose.

Figliuolo: terza dose di vaccino nell’aria

Siamo attrezzati per la terza dose, ma credo che sia più un richiamo. Non si sa ancora della reale necessità, ma noi siamo attrezzati“, a rivelarlo è il commissario straordinario Francesco Figliuolo.

In ogni caso il piano di vaccinazione e la macchina che deve procedere è preparata a tutto: “Abbiamo aderito attraverso l’Ue per prenderne grossi quantitativi. Per quella fase dovremo uscire dalla logica degli hub: utilizzare al massimo le capacità dei medici di base, pediatri e farmacisti“, ha aggiunto.

Green pass: Figliuolo sulla scia della Francia

Anche la Francia è alle prese con la variante Delta del Covid e prende provvedimenti: dal 21 luglio sarà necessario un pass per entrare in ristoranti, cinema o teatri e più in generale “in tutti gli eventi o luoghi in cui sono riunite più di 50 persone“.

A dirlo è stato il presidente francese Emmanuel Macron che ha specificato che il documento attesterà la vaccinazione o la negatività per tutte le persone con più di 12 anni.

Il generale Figliuolo è interessato alla china presa dalla Francia: “Concordo con Macron sul fatto che la vaccinazione è una delle chiavi per il ritorno alla normalità. Per convincere gli ultimi irriducibili utilizzare il green pass per questo tipo di eventi potrebbe essere una buona soluzione. Potrebbe essere anche una spinta per la vaccinazione“, ha spiegato al Tg2 Post.

La soglia di raggiungere, come detto più volte, è quella dell’80% di popolazione vaccinata entro settembre: “Siamo a 58 milioni di inoculazioni, intorno al 45% della popolazione“, ha spiegato, “lo ritengo un dato importante, chiaramente non basta. Dobbiamo intercettare i cosiddetti indecisi, a livello europeo li chiamano esitanti“.

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