Nicole Minetti e Renzo Bossi, nuove condanne per Rimborsopoli

Rimborsopoli, la seconda Corte d’Appello di Milano ha confermato la richiesta di patteggiamento per Nicole Minetti e confermato la condanna a 2 anni e mezzo per Renzo Bossi. La decisione dei giudici è arrivata nella tarda giornata di martedì sera.

L’ex consigliera Regionale, il figlio di Umberto Bossi e altre 51 persone sono accusati di peculato; il fatto risale agli anni tra il 2008 e il 2012 quando dalla Regione Lombardia erano partiti rimborsi su spese definite “pazze” tra le quali figuravano cene, banchetti di nozze, cocktail, feste, ma anche la spesa quotidiana, libri… raggiungendo un totale di 3milioni di euro.

Rimborsopoli: i giudici decidono Nicole Minetti e Renzo Bossi

Nicole Minetti ha patteggiato in merito al caso Rimborsopoli, l’ex igienista dentale di Silvio Berlusconi poi consigliera regionale, ha chiesto e ottenuto un patteggiamento a un anno e un mese in continuazione alla condanna a 2 anni e 10 mesi per il processo Ruby Bis. La seconda Corte d’Appello di Milano ha accettato la richiesta dell’imputata, confermando anche la condanna a Renzo Bossi.

Al figlio di Umberto Bossi, anche lui imputato per Rimborsopoli, è stata confermata la condanna a 2 anni e mezzo, ma i giudici hanno stabilito la revoca della confisca dei beni prevista dalla condanna in primo grado.

Il Trota (soprannome dato a Renzo Bossi) e la Minetti sono stati accusati insieme ad altre 51 persone per peculato; tra le altre condanne inflitte c’è anche quella per l’attuale capogruppo della Lega in Senato Massimiliano Romeo a 1 anno e 8 mesi. Mentre per l‘eurodeputato Angelo Ciocca i giudici hanno deciso per una condanna a 1 anno e mezzo; oltre a Nicole Minetti sono stati in 10 tra politici ed ex consiglieri regionali a scegliere il patteggiamento.

Rimborsopoli: il terremoto che ha colpito la Regione Lombardia

L’indagine della Guardia di Finanza, coordinata dal pm Paolo Filippini, rinominata Rimborsopoli, riguardava i movimenti economici della Regione Lombardia tra il 2008 e il 2012.

Diversi consiglieri regionali sono finiti sotto accusa per aver richiesto rimborsi non previsti e a spese folli. Tra questi anche per l’acquisto di smartphone, tablet, tv, macchine fotografiche… acquistate nel periodo natalizio. Non solo, tra i rimborsi sono finiti anche spese personali al supermercato, in macelleria, acquisti al bar come spremute d’arancia, brioche, caramelle, salatini, sigarette, salami, torroni, provole….

Tra gli acquisti più famosi di Nicole Minetti c’era anche l’acquisto del libro Mignottocrazia.