sparatoria voghera

Omicidio Voghera, spunta un video del momento della colluttazione tra l’assessore Adriatici e Youns El Boussettaoui, il 39enne di origini marocchine morto a seguito del colpo sparato dall’assessore alla sicurezza di Voghera. Adriatici si trova in questo momento agli arresti domiciliari, con l’accusa di eccesso colposo di legittima difesa; mentre la famiglia di El Boussetauoi chiede giustizia per la morte dell’uomo.

Omicidio Voghera: il video dell’aggressione

Nel video, che sta circolando in queste ore, registrato da una videocamera di sorveglianza della zona, si vede il momento precedente allo sparo che coinciderebbero con il racconto dell’assessore Adriatici.

I due uomini discutono animosamente, poi El Boussettaoui colpisce l’assessore mentre ha in mano il cellulare (per chiamare la polizia come lui aveva detto).

Subito dopo lo si vede ancora rialzarsi ed avvicinarsi ad altre persone; il momento dello sparo però non è stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza, ma sarebbe avvenuto immediatamente dopo. Il video è stato acquisito come prova e messo agli atti nell’inchiesta; Adriatici comparirà davanti al gip nella giornata di venerdì 23 luglio, al momento si trova ancora agli arresti domiciliari per pericolo di reiterazione di reato e rischio di inquinamento delle prove.

Nessuno ha avvisato la famiglia di El Boussettaoui

Sull’omicidio Voghera è intervenuto anche il legale della famiglia di El Boussettaoui, Debora Piazza, la quale ha espresso tutto il suo disappunto per le modalità con cui è stato trattato agli inizi; soprattutto che la famiglia non era stata avvisata dell’autopsia, a Il Fatto Quotidiano ha detto: “Nessuno ha avvisato i suoi famigliari perché questo è un atto molto grave in quanto l’autopsia è un atto irripetibile. Abbiamo chiesto al pubblico ministero le motivazioni per le quali non sono stati avvisati i famigliari e il pubblico ministero ci ha risposto che è stata una svista da parte dei carabinieri“.

Piazza ha poi aggiunto che Youns El Boussettaoui aveva dei problemi mentali e che era stato ricoverato presso l’ospedale di Vercelli circa 3 settimane/ 1 mese fa “Dove purtroppo però era riuscito a scappare per venire proprio qua in questa piazza perché lui diceva che questa piazza e solo qui era casa sua. (…) Faremo tutto il possibile per accertare la verità(…) però configurare allo Stato una legittima difesa o un ecesso colposo… meglio che non mi esprima su questo“.

La disperazione della sorella

La sorella della Youns El Boussettaoui questa mattina ha parlato con i giornalisti, dopo aver depositato dei fiori sul luogo della sparatoria, chiedendo giustizia: “Non ha fatto niente, chiedo giustizia, inseguo fin quando non otterrò la giustizia per mio fratello. (…) sul colpo sparato dall’assessore ha detto:Gliel’ha tirato al petto con l’intenzione di ucciderlo (…) si trova a casa sua! Avete figli, fratelli? (..) Ci sono alcuni che dicono malato, barbone e allora? Prendiamo pistola e andiamo a uccidere i barboni?” ha detto trattenendo a stento le lacrime e ribadendo: “Mio fratello aveva dei figli, solo da due mesi era malato“.

La donna ha poi voluto ribadire che lei e tutta la sua famiglia sono cittadini italiani, mostrando la carta d’identità: “Abbiamo la residenza, lavoriamo, ho studiato qua e ho sempre lavorato”.