Cronaca Italia

Disabile abusata su bus di linea per anni: 8 autisti indagati per violenza sessuale aggravata a Taranto

8 persone indagate nell'ambito delle indagini sulle presunte violenze subite da una disabile 20enne a Taranto
disabile abusata su bus a Taranto

Una giovane disabile sarebbe stata vittima di abusi sessuali a bordo di bus di linea a Taranto, e al momento 8 autisti risulterebbero iscritti nel registro degli indagati per violenza sessuale aggravata. La ragazza, secondo quanto emerso, sarebbe affetta da un evidente disagio psichico e i fatti si sarebbero consumati in un periodo compreso tra il 2018 e il 2020.

Disabile abusata su bus di linea per anni: 8 autisti indagati a Taranto

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti nel corso delle indagini, riporta Ansa, la ragazza, 20 anni, avrebbe subito abusi per circa 2 anni da parte di alcuni autisti dell’azienda di trasporto pubblico di Taranto.

Sarebbero 8 i dipendenti finiti sotto inchiesta, autisti di età compresa tra 40 e 62 anni, indagati per violenza sessuale aggravata ai danni della giovane affetta da un disagio psichico che, riferisce ancora l’agenzia di stampa, sarebbe ritenuto evidente.

Il gip del capoluogo ionico avrebbe disposto nei loro confronti il divieto di avvicinamento alla 20enne e al suo fidanzato, e avrebbe respinto la richiesta di arresti domiciliari avanzata dalla Procura.

A convincere la giovane a denunciare le presunte violenze alle forze dell’ordine, nell’estate dello scorso anno, sarebbe stato proprio il ragazzo.

Disabile abusata su bus di linea a Taranto: la ricostruzione dell’accusa

Stando alla ricostruzione fatta dalla Procura sui fatti che si sarebbero consumati tra l’ottobre 2018 e l’aprile 2020, la ragazza sarebbe stata portata in luoghi isolati a bordo di autobus di linea, intrappolata all’interno e infine violentata. Ne sarebbe convinta la Procura, che a carico degli 8 autisti indagati contesterebbe il reato di violenza sessuale con le aggravanti di aver agito su una persona sottoposta a limitazioni della libertà personale e per aver commesso il fatto in qualità di incaricati di pubblico servizio.

Secondo quanto emerso e ricostruito dal giudice, le persone indagate avrebbero bloccato le porte del mezzo e approfittato della “estrema vulnerabilità” della giovane. Un caso, questo, che rientra nello spettro di quelli su cui interviene il ddl Zan, il disegno di legge sulle “Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità” in discussione al Senato.

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