I due punti

Vaccini: ognuno fa il proprio gioco. Scelta tra una libertà individuale e una sociale e il Governo ha fatto la sua

La scelta se fare il vaccino è una scelta sia sociale sia personale, ma il Governo deve tutelare la nazione
Mario Draghi, green pass e no vax

No vax e pro vax. La maggior parte delle persone ha scelto e sa perfettamente da che parte stare. Si vedono spesso prese di posizioni indiscutibili e irreversibili e questa volta è toccato alla questione vaccini. Rendendo così la discussione sterile e illegittima. Impossibile negoziare e comprendere la posizione dell’altro perché troppo sicuri della propria, pronti a difenderla a qualunque costo, diventando così ottusi e portatori di messaggi comunque sbagliati. Ogni estremista crede di essere più furbo e intelligente degli altri, ma se non si è disposti ad ascoltare l’opinione di quegli altri (negazionisti esclusi, in alcuni casi risparmiare tempo e bile è necessario) non si avrà mai la conferma, se non della propria ebetudine.

La voglia di una vita normale, ma non c’è gomma che cancelli il dolore e l’incertezza

Non sono stata a contatto personalmente con il virus, ma lo sono state persone a me vicine e potrei raccontarvi storie di amici intubati, storie di conoscenti morti per Covid e quelle di parenti in ospedale con importanti conseguenze dopo il vaccino (questo è quello che ci hanno detto i medici).

Di storie ognuno di noi ne ha tante e scegliamo, spesso inconsapevolmente, di dare un peso maggiore a quelle che sostengono la nostra posizione e di marginare le altre.

La scelta di fare o no il vaccino è personale, e al contempo sociale. Entrano in “gioco” molte variabili: la paura, la fiducia, il senso civico, la voglia di ritornare ad una vita normale.
La paura di un vaccino che non ha avuto il protocollo di sperimentazione, come quelli in commercio prima della pandemia, è un fattore da tenere in considerazione e chi ha paura non è né più saggio, né più sprovveduto di chi non ce l’ha. Io credo che quasi nessuno, neppure tra i più accaniti sostenitori vax, sia andato a farsi iniettare la prima e la seconda dose a cuor leggero.

La fiducia nella scienza, nei medici e nella ricerca, con uno sguardo focalizzato anche alla storicità delle epidemie passate e a quanto i vaccini siano stati importanti per vivere oggi una vita così longeva.

E chi ha fiducia non è né più sagace, né più ingenuo di chi non ce l’ha.

Il senso civico. Viviamo in una comunità e la propria attenzione per proteggere se stessi dal virus è anche un atto d’amore nei confronti dell’altro.

Andare a manifestare in piazza o a festeggiamenti sportivi senza mascherina e non mantenere la distanza di sicurezza è uno scempio e un atto di menefreghismo e crudeltà verso tutti, verso Bergamo e quello che ha rappresentato.

La voglia di ritornare ad una vita normale e ad avere il coraggio di abbracciare conosciuti e sconosciuti: perché il contatto fisico è un contatto emotivo prima di tutto.

La scelta del Governo era l’unica possibile

Pro vaccini e no vax. Ognuno guarda i propri interessi. Avere dei dubbi è legittimo. La comunicazione pubblica in questo periodo pandemico ha lasciato grandissima diffidenza e, ancora più grande, sfiducia.

Virologhi in salotti televisivi con opinioni discordanti. Opinionisti e influencer trasmutati in medici. Lockdown e distanziamenti rigidi per la didattica, ma non per episodi ludici e improvvisati. Politici, che l’unica cosa che mantengono coerente è l’essere contro a qualsiasi cosa (ma ahimè questo non è dovuto alla pandemia).

Il Governo deve proteggere la società e la popolazione e quindi deve ragionare ad un livello macro. È un concetto base per molte scienze economiche e sociali. A livello globale si deve essere disposti ad avere delle possibili controindicazioni per salvare la maggioranza delle vite.

E salvaguardare quindi una comunità.

A livello personale questo ragionamento è ribaltato: è un livello micro. Ognuno di noi pensa soprattutto alla propria qualità di vita e a quella delle persone vicine.

Due ragionamenti apparentemente opposti, con intenti entrambi legittimi: la salvezza e la libertà di una popolazione versus la salvezza e la libertà personale. In quali termini si può quindi negoziare? Prima fra tutto non pensare che la propria posizione possa essere l’unica possibile e giusta; comprendere anche le ragioni dell’altro è fondamentale. Il Governo ha fatto l’unica cosa che poteva fare: approvare il Green Pass. Scelta giusta che va in tutela di un’intera nazione e lascia alla volontà personale la decisione tra il vaccino e il tampone.

L’esecutivo deve varare norme per prevenire una nuova ondata e allo stesso tempo reprimere i contagi, favorendo il ritorno ad una vita normale. L’obiettivo è reprime il virus, non i cittadini. Lasciando libertà anche a chi ha scelto di non vaccinarsi di godere (per ora) degli stessi diritti dei vax, sottoponendosi al tampone. Scelta giusta, perché siamo in una società e tutti dobbiamo salvaguardare la nostra salute e quella degli altri. Vaccino o non vaccino.

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