Cronaca Italia

Green Pass, chi deve controllare i documenti: arriva la circolare del ministero dell’interno

Chiarite anche le responsabilità e le sanzioni previste
green pass per scuola e trasporti

C’è stato un chiarimento definitivo sui metodi di gestione e controllo del Green Pass. Il ministero dell’interno ha varato una circolare che mette la parola fine alle polemiche sui controlli dei documenti d’identità insieme al certificato verde.

Le misure erano già state anticipate dal ministro dell’interno Lamorgese, la quale aveva dichiarato che i gestori delle attività non potevano controllare i documenti d’identità.

Green Pass: chi deve controllare i documenti

Con la circolare varata dal ministero dell’interno è stata dunque fatta chiarezza sui controlli sul Green Pass.

Arrivato alla sua prima settimana di vita, la certificazione verde è stata accolta da una valanga di polemiche, molte delle quali proprio sui controlli.

Stando a quanto si legge sulla circolare ministeriale, i gestori delle attività, gli organizzatori degli eventi… sono tenuti a controllare il Green Pass con l’app di verifica C-19 ma, il controllo dei documenti avviene solo a discrezione del titolare se si presenta una situazione di discrepanza tra i dati del Green Pass e la persona.

Come si legge sulla circolare: “Si rende necessaria in caso di abuso o di elusione delle norme, come ad esempio quando appaia manifesta l’incongruenza de dati anagrafici contenuti nella certificazione”.

Green Pass e sanzioni: quali sono

Chiarimenti anche in merito alle sanzioni: in caso non ci fosse corrispondenza tra Green Pass e documento d’identità dell’avventore: “La sanzione si applica solo all’avventore, laddove non siano riscontrabili palesi responsabilità a carico dell’esercente“, quindi ad essere multati saranno gli utenti. Per il cittadino sono previste sanzioni che vanno dai 400 ai 1000 euro; in caso di responsabilità da parte del titolare, l’attività rischia la chiusura fino a 10 giorni.

Il gestore dell’attività può essere sanzionato se non richiede il Green Pass, ma se l’avventore presenta un certificato falso o contraffatto, la responsabilità va a lui e non al gestore.

I gestori, chiarisce quindi la circolare, difficilmente saranno sanzionati salvo casi di estrema negligenza nelle verifiche. Per quanto riguarda il controllo dei documenti d’identità, sul se possano o meno farlo i titolari di attività, è però intervenuto anche il Garante della Privacy, in controtendenza rispetto al Viminale, ha dato il via libera alla possibilità di controllare i documenti d’identità, come avviene in posti come gli hotel.

Negli stadi o durante gli spettacoli, al controllo sono stati autorizzati anche gli steward.

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