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Dieta vegetariana e dieta vegana: quali sono le differenze e i vantaggi dei due diversi regimi alimentari

Tra il regime alimentare vegetariano e lo stile di vita vegano spesso si fa confusione. Ecco allora un po' di chiarezza, curiosità e numeri su tutti coloro che hanno deciso di rinunciare alla carne
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Vegetariani e vegani sono in lento ma costante aumento in tutto il mondo. Le ragioni di questa scelta sono diverse. In alcuni paesi, come l’India, la dieta priva di carne ha radici religiose mentre in altri – soprattutto nel mondo occidentale – si tratta di una scelta dettata da questioni etiche, ambientali e salutistiche. Ma che differenza c’è tra la dieta vegetariana e quella vegana?

Dieta, origini e caratteristiche del vegetarianismo

Diversamente da quanto comunemente potremmo pensare, l’astensione dal consumo di carne ha origini molto antiche ed è una pratica che da sempre ha accomunato uomini di diverse culture e società.

Tra i vegetariani più illustri troviamo Pitagora, Seneca, Leonardo da Vinci o Cartesio solo per citarne alcuni. Tra le popolazioni di religione induista e buddhista il vegetarianismo ha a che fare con la spiritualità, con la credenza nella reincarnazione e la pratica della non violenza. In altri paesi invece – in particolare nel mondo occidentale tradizionalmente carnivoro – il vegetarianesimo è qualcosa di molto più recente. La prima Vegetarian Society nacque in Gran Bretagna nel 1847 e, dopo questa, ne furono fondate altre negli Stati Uniti, in Francia e in Olanda.

Per vegetarianismo o vegetarianesimo si intende una dieta priva di carne e pesce. I vegetariani assumono comunque proteine e grassi di origine animale tramite le uova, il latte e tutti i derivati che non prevedano l’uccisione dell’animale stesso.

Il veganesimo: uno stile di vita alternativo senza derivati animali

La dieta vegana, a differenza di quella vegetariana, prevede la rinuncia della carne, del pesce e di tutti i derivati animali. Sono esclusi anche il miele, le caramelle gommose, la gelatina e tutti quegli alimenti che contengono sostanze riconducibili ad animali come il colorante E120, estratto dalle coccinelle.

La sua origine è molto più recente rispetto al vegetarianismo. La parola ‘vegan’ fu coniata e presentata al mondo da Donal Watson nel 1944 a Londra. Quello proposto da Watson era uno stile di vita non violento, che non prevede lo sfruttamento, la sofferenza e l’uccisione degli animali.

Sulla base di questi principi, è evidente che la scelta vegana non riguardi solo l’alimentazione ma contempli una totale revisione delle abitudini quotidiane.

Chi abbraccia il veganesimo tendenzialmente elimina dal proprio guardaroba gli abiti e gli accessori in pelle mentre per la cura del corpo e della casa sceglie prodotti cruelty-free, veg ed ecosostenibili.

Vegetarianesimo, veganesimo e tutela dell’ambiente

Molte persone, in particolare i più giovani, si stanno avvicinando a questi stili di vita mossi dal rispetto nei confronti degli animali e dell’ambiente. Sappiamo con certezza ormai che gran parte dell’inquinamento atmosferico e del consumo eccessivo di acqua deriva dagli allevamenti intensivi di bestiame. La riduzione drastica del consumo di carne gioverebbe al benessere del pianeta prima ancora che a quello personale.

Attribuire al vegetarianesimo e al veganesimo l’etichetta di regimi ecosostenibili però sarebbe troppo facile. L’aumento della richiesta dei prodotti veg (in particolare della soia e dell’avocado), seppur con un minore impatto, sta comunque contribuendo al danneggiamento della nostra terra. Per una vera e propria tutela dell’ambiente e degli ecosistemi si dovrebbe prediligere anche il Km 0, il biologico e i prodotti biodegradabili oltre che rinunciare alla carne e ai suoi derivati.

Vegetariani e vegani in Italia: i numeri di chi rinuncia alla carne

Secondo i dati dell’indagine Eurispes 2021 i vegetariani e i vegani in Italia sono l’8,2% della popolazione: di questi il 5,8% del campione è vegetariano mentre il 2,4% vegano.

I dati sono sostanzialmente stabili ma ciò che l’indagine evidenzia è la tendenza ad una diminuzione dei vegetariani in favore di una dieta vegan, priva di ogni tipo di derivato animale. Secondo l’approfondimento condotto dall’Osservatorio VEGNOK scopriamo poi dati piuttosto curiosi. Le donne sono più propense alla dieta vegetariana mentre gli uomini sono leggermente superiori, in termini numerici, nel mondo vegano. 

A sorprendere sono poi le motivazioni che spingono gli italiani ad abbandonare la carne. Per la maggior parte delle donne la scelta veg è dettata dal rispetto nei confronti degli animali, per gli uomini la rinuncia alla carne è determinata di più dal desiderio di un’alimentazione sana. In termini generali gli intervistati (un campione di 15mila persone) hanno comunque dichiarato che per il 21,3% degli italiani si tratta di una scelta legata al benessere fisico, per il 20,7% per il rispetto degli animali mentre l’11,2% ha deciso di rinunciare alla carne per contribuire alla tutela dell’ambiente. In coda ci sono il 9,5 % di curiosi rispetto a nuovi regimi alimentarie e il 5,9% di persone che hanno deciso di diventare vegetariane o vegane per prediligere la qualità del cibo, mangiando meno e meglio.

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