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Green Pass, accordo raggiunto: maggioranza ritira gli emendamenti. Ora la parola passa alle Camere

L'obiettivo dell'esecutivo era quello di evitare di arrivare al voto di fiducia sul Green Pass. Ora la parola passa al Parlamento che ne discuterà ogni punto
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Tutti i partiti di maggioranza, Lega compresa, hanno ritirato gli emendamenti al Green Pass. Le voci, in circolazione nella tarda mattinata di oggi, sono state confermate da un tweet del deputato della Lega Borghi che ha anche spiegato che ora la questione passa nelle mani del Parlamento che dovrà discuterne. Non ci sarà il voto di fiducia, ma una discussione in aula sul decreto.

Green Pass: via gli emendamenti ora si discute in Parlamento

Sono già state fissate le date delle discussioni e voto presso Camera e Senato; il provvedimento scadrà il 21 settembre dopodiché si apriranno le discussioni sul Green Pass.

La decisione è arrivata oggi dopo che tutti i partiti di maggioranza hanno deciso di ritirare gli emendamenti (tra i quali ad esempio l’esonero del Green Pass ai minori di 18 anni).

Le polemiche interne ai partiti stessi sul Green Pass, come ad esempio nella Lega dove, da una parte il ministro Giorgetti aveva certificato l’andamento verso l’estensione, mentre dall’altra personalità interne al Carroccio come il deputato Borghi, avevano fatto intendere che in caso di fiducia avrebbe probabilmente votato contro.

Cabina di regia per estendere il Green Pass a luoghi di lavoro

Al momento dunque c’è attesa per la cabina di regia che dovrà indire Draghi, probabilmente la prossima settimana, per estendere il Green Pass anche ai luoghi di lavoro. La direzione sembra dunque questa anche se i tempi si allungheranno.

Nel Tweet a sostegno del ritiro degli emendamenti, Borghi ha scritto: “Ritirati emendamenti maggioranza. A seguito di ciò il Governo ha detto che non ci sarà fiducia e si potrà discutere in aula il decreto green pass. Mi sembra doveroso per un minimo rispetto al Parlamento” per poi aggiungere: “Evitando la fiducia si discuteranno e voteranno gli emendamenti di opposizione articolo per articolo“.

Anche Salvini si era espresso con toni simili: “Il Parlamento a che serve?” si legge su AdnIl Parlamento c’è per discutere, per dibattere, per approfondire. Fiducia al governo ma senza esagerare coi divieti. (…)Noi abbiamo a cuore salute e lavoro degli italiani. Come Lega manteniamo assoluta fiducia in Draghi e in questo governo. Chiediamo che si curino e si mettano in sicurezza più italiani possibili, senza complicare la vita ad altri milioni di italiani.

Penso a chi vuole mettere il Green pass per andare in metropolitana, in bus e in treno“.

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