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Scuola, i test salivari come strumento per evitare nuove chiusure: la proposta di ISS e governo

Dall'Istituto Superiore di Sanità e dal Governo arriva la proposta di introdurre i test salivari nelle scuole: ecco come si intende affrontare il ritorno tra i banchi
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Dopo l’emendamento che rende i test salivari molecolari disponibili per l’ottenimento del Green Pass, la discussione si sposta sul piano delle scuole e la ripresa delle lezioni in presenza. Questo tipo di test potrebbe infatti essere molto importante per affrontare il ritorno tra i banchi.

Scuola e test salivari, la proposta dell’ISS

I test salivari permettono di raccogliere i campioni in modo facile, e per questo motivo potrebbero essere utilizzati nelle scuole. L’Istituto Superiore di Sanità, in un documento stilato in ausilio con il Governo, ha proposto di selezionare alcune scuole sentinella in cui si terrà traccia della positività al Covid tramite tamponi salivari molecolari, da effettuarsi ogni 15 giorni.

La prima fase vedrà l’aiuto del personale sanitario per effettuare i tamponi su gruppi di volontari, così che in seguito i campioni possano essere raccolti in autonomia dalle famiglie e consegnati poi nei punti di raccolta. Il limite, che dovrà essere affrontato in queste prime fasi di prova, è rappresentato dal fatto che i risultati arrivano dopo 6-12 ore quando il bambino è già entrato in classe.

Test salivari a scuola, i pareri degli esperti

Il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi prevede che i test salivari possano “essere estesi oltre le scuole sentinella”, come ha affermato durante il suo intervento alla Camera. Per quanto riguarda l’eventualità di una quarantena, questa “riguarda il singolo istituto, non è più possibile estendere questa condizione a tutta la Regione o al Comune. Isoleremo il cluster, ne vedremo la gravità, lo limiteremo; sulle quarantene sentiamo il parere del Cts e delle autorità sanitarie ma la scuola deve rimanere aperta, evitando situazioni di contagio diffuso”.

Sulla stessa linea anche il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, che a Radio1 propone la diffusione dei test salivari “soprattutto in alcune fasce della popolazione come i bambini sotto i 10 anni”.

Secondo Carlo Federico Perno, direttore dell’Unità di Microbiologia all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, “ Il tampone salivare molecolare è il più attendibile perché in grado di scovare l’infezione sin dall’inizio con una precisione superiore al 99%. Nel caso del tampone salivare antigenico […] il risultato lo si ottiene in un quarto d’ora, mezz’ora al massimo: lo svantaggio è che è meno sensibile.

Se la carica virale è molto alta il test salivare rapido supera il 90% di attendibilità, se invece è bassa si attesta intorno al 10-20%” ha spiegato all’agenzia Agi. In questo senso, ha aggiunto, “le due modalità dovrebbero essere integrate per una valutazione globale della situazione del virus nella scuola: circolazione e malattia. E integrate anche in un sistema che non dimentichi le mascherine, il lavaggio delle mani, il distanziamento”.

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