Politica

Draghi da Atene avverte sul cambiamento climatico: “Non c’è più tempo, conseguenze catastrofiche”

La lotta al cambiamento climatico diventa protagonista del summit EuMed9, e il presidente Draghi lancia un messaggio sulla necessità per contrastare gli effetti catastrofici della crisi ambientale
draghi eumed9

A poco più di un mese e mezzo dalla Cop26, la Conferenza sul clima che si terrà a Glasgow, sale l’attenzione dei leader mondiali sul cambiamento climatico. Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha rilasciato dichiarazioni nette in merito alla crisi ambientale, sottolineando la necessità di agire in maniera più incisiva per riprendere la strada degli Accordi di Parigi del 2015, in gran parte disattesi. Le parole di Draghi arrivano a stretto giro rispetto agli avvertimenti di António Guterres, Segretario generale dell’ONU, che ha parlato del “percorso catastrofico” verso cui si sta avviando il mondo.

Draghi, per il cambiamento climatico non c’è più tempo

Il premier Draghi è impegnato nella conferenza dei Paesi europei del Mediterraneo, che ha riunito ad Atene 9 leader per incontri informali con obiettivo il rafforzamento della cooperazione degli Stati del Sud. Nel corso del summit ha avuto particolare rilievo la crisi climatica, per cui si chiede maggiore impegno comunitario. Necessaria un’azione “globale urgente e ambiziosa a livello nazionale, regionale e locale“, si legge nella dichiarazione congiunta.

Draghi, all’apertura dei lavori, aveva espresso solidarietà al premier greco per gli incendi che hanno colpito il Paese questa estate. “L’esperienza che abbiamo  vissuto, con incendi dalla Turchia al Portogallo, è forse la lezione  migliore per procedere con rapidità e determinazione nella lotta ai  cambiamenti climatici“, ha dichiarato il presidente del Consiglio, “Questa esperienza ci dice che non c’è tempo, non c’è possibilità di dilazionare o ritardare, perché i costi che i nostri Paesi e i nostri cittadini sarebbero immensi“.

Tweet di Palazzo Chigi

La Cop26 co-presieduta dall’Italia: messaggio di Draghi a Biden

L’impegno per il clima non si ferma, alle porte della Conferenza sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite che si terrà a Glasgow a novembre.

L’Italia sta ospitando i lavori preparatori, avendo la presidenza della Cop26 in partenariato con la Gran Bretagna, e l’obiettivo rimane l’implementazione degli Accordi di Parigi. Sulla necessità di riprendere la strada indicata a Parigi, è intervenuto Draghi al Forum delle Maggiori Economie sull’Energia e il Clima. Il summit organizzato dal presidente Joe Biden ha visto un messaggio del presidente del Consiglio, con il nostro Paese che ricopre anche il ruolo di presidenza del G20.

Gli effetti del cambiamento climatico sono devastanti. Negli ultimi 50 anni, il numero di disastri legati ad eventi meteorologici si è quintuplicato“, dichiara il premier, “Con l’Accordo di Parigi ci siamo impegnati a contenere il riscaldamento globale entro 1,5 gradi rispetto ai livelli preindustriali. La maggior parte dei nostri Paesi ha rinnovato questo impegno nelle recenti riunioni del G20“. Draghi invita a “essere onesti nei confronti di noi stessi e dei nostri cittadini: stiamo venendo meno a questa promessa.

Se continuiamo con le politiche attuali, raggiungeremo quasi 3 gradi di riscaldamento globale entro la fine del secolo. Le conseguenze di un tale aumento delle temperature sarebbero catastrofiche“.

L’ONU: sul cambiamento climatico siamo su un “percorso catastrofico”

La necessità di implementare gli Accordi di Parigi è stata ribadita dal Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres. “Abbiamo bisogno del 45% dei tagli alle emissioni entro il 2030 per raggiungere la neutralità per la metà del secolo“, ha dichiarato Guterres, sottolineando come il pianeta si avvii lungo un “percorso catastrofico“.

Crisi climatica, gli effetti e il punto di non ritorno: “La strada è segnata, necessarie azioni immediate”

L’obiettivo è mantenere l’aumento delle temperature sui 1.5 gradi Celsius, ma ci avviamo a “2,7 gradi di riscaldamento globale“, spiega il Segretario generale, “C’è un alto rischio di fallimento della Cop26. È chiaro che ognuno deve assumersi le proprie responsabilità, abbiamo bisogno di più ambizione in materia finanziaria, di adattamento e mitigazione“.

Potrebbe interessarti