Nuove strade si aprono nelle indagini su Saman Abbas, 18enne italo-pakistana scomparsa a Novellara lo scorso maggio. Una lettera anonima recapitata alla redazione de Il Resto del Carlino riporterebbe il luogo di sepoltura della studentessa, che sarebbe stata fatta a pezzi e gettata in acqua. Indagano i Carabinieri, a cui la missiva รจ stata consegnata, che dovranno anche verificarne l’attendibilitร .
Saman Abbas, lettera anonima svelerebbe dove si trova il corpo
La lettera anonima รจ arrivata nella redazione della testata e conterrebbe informazioni sul destino di Saman Abbas. In particolare, indica dove si troverebbe il corpo della giovane. “Se volete trovare Saman Abbas dovete cercarla nella zona chiamataย Bagna nelle valli tra Novellaraย e Guastalla.ย รย stata buttata in acqua, tagliata a pezzi per farla mangiare dai pesci e animali“: poche, terribili righe che aprono nuovi scenari investigativi.
Indagano i Carabinieri sulle indicazioni della missiva
Sono ora le forze dell’ordine a dover determinare la veridicitร o meno della missiva, verificando se effettivamente il corpo della studentessa italo-pakistana si trova nella localitร indicata. “Non dobbiamo correre dietro a suggestioni mediatiche. Abbiamo il dovere di agire secondo la logica delle informazioni che ci arrivano e che riusciamo a reperire sul terreno“, ha dichiarato il comandante provinciale dei Carabinieri Cristiano Desideri.
Secondo le ultime informazioni, gli autori del del delitto sono probabilmente fuggiti all’estero. Indagati i genitori di Saman, Shabbar Abbas e Nazia Shaheen. Insieme a loro altri 3 membri della famiglia, latitanti dopo la fuga in Pakistan. Unico arrestato รจ il cugino 18enne Ikram Ijaz.
Le parole del fratello di Saman confermerebbero la lettera anonima
La possibilitร che Saman sia stata fatta a pezzi sarebbe confermata anche dalla versione del fratello. Il 16enne avrebbe riportato conversazioni durante una riunione di famiglia: “Io faccio piccoli pezzi e se volete porto anchโio a Guastalla, buttiamo lร , perchรฉ cosรฌ non va bene“, sarebbero state le parole dello zio Danish Hasnain.


