Cronaca Nera

Saman Abbas, lo zio Danish rifiuta l’estradizione davanti al giudice in Francia. Le sue parole

Lo zio di Saman Abbas ha respinto tutte le accuse che gli sono state rivolte e l'estradizione. Al momento resta in Francia, la seconda udienza è stata fissata per il 20 ottobre
saman abbas

Si è tenuta oggi l’udienza per l’estradizione dello zio di Saman Abbas, Danish Hasnain, ritenuto il presunto esecutore materiale dell’omicidio della 18enne scomparsa da Novellara lo scorso 30 aprile. Lo zio di Saman ha negato tutte le accuse davanti al giudice, che ha già fissato la prossima udienza.

Saman Abbas è scomparsa ormai da quasi 5 mesi, presumibilmente uccisa per volere della famiglia dopo aver rifiutato un matrimonio combinato con un cugino pakistano benestante. Dal 1 maggio risultano irraggiungibili i genitori di Saman, ricercati con mandato internazionale; anche lo zio era ricercato fino a pochi giorni fa quando è stato arrestato in Francia.

Continuano intanto le indagini e recentemente a far scalpore sono state le ultime dichiarazioni del fratello di Saman.

Lo zio di Saman nega tutte le accuse davanti al giudice

Oggi Danish Hasnain, zio di Saman Abbas, è comparso davanti al giudice in tribunale a Parigi. Ad Hasnain è stata notificata la richiesta di estradizione presentata dalle autorità italiane, ma lui non solo l’ha rifiutata, ha anche negato tutte le accuse che gli sono state rivolte.

Come riferisce Ansa, Danish Hasnain ha detto: “È tutto falso, forse qualcuno mi ha visto? Sono forse uscito di casa?” L’udienza si è tenuta presso la Chambre de l’Instruction della Corte d’Appello, il giudice preposto ha fissato una seconda udienza il 20 ottobre prossimo. La Corte ha chiesto all’Italia un complemento delle informazioni sul caso.

Lo zio di Saman ha avuto contatti con il cugino latitante

Danish Hasnain avrebbe avuto inoltre contatti con il cugino di Saman, Nomanulaq Nomanulaq, anche lui latitante dal maggio scorso. A riferirlo è il Resto del Carlino, ripreso da Ansa, i carabinieri del nucleo investigativo di Reggio Emilia, guidati dal maggiore Maurizio Pallante, hanno scoperto una serie di contatti tra i due.

I carabinieri avrebbero ricostruito la rete di contatti stabiliti tra profili falsi sui social usati da Hasnain negli ultimi cinque mesi; è così che i carabinieri sarebbero riusciti a risalire alla posizione dell’uomo.

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