Animali a chi?

Wet market, la nuova inchiesta di Animal Equality. La denuncia: “Intense sofferenze inflitte agli animali”

Animal Equality aveva presentato un appello alle Nazioni Unite affinché si agisse concretamente per la chiusura dei wet market. L'inchiesta è però proseguita e questo è quanto accade in India
La nuova inchiesta sui wet market di Animal Equality

Nel 2020 Animal Equality aveva aperto un’inchiesta sul tema dei wet market arrivando persino a presentare un appello alle Nazioni Unite per loro chiusura. La richiesta congiunta della sospensione a livello mondiale era stata presentata a seguito della pubblicazione di un rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), l’Organizzazione mondiale per la salute animale (OIE) e il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP) così motivata: “La vendita di mammiferi selvatici vivi nei mercati tradizionali di tutto il mondo a causa dell’elevato rischio che rappresentano per la trasmissione di malattie verso l’uomo“.

Nel corso di questi mesi Animal Equality ha continuato con l’indagine il lavoro di inchiesta e, nonostante l’appello per la chiusura e le denunce seguite anche a causa della pandemia, i wet market continuano ad operare senza sosta. 

ATTENZIONE: NELL’ARTICOLO SONO PRESENTI VIDEO CHE POTREBBE URTARE LA VOSTRA SENSIBILITÀ

Wet Market: la nuova inchiesta di Animal Equality

La nuova inchiesta sui wet market fatta da Animail Equality è stata realizzata in India, in particolare a Pune, Mumbai Goa, Calcutta e Delhi, tra i mesi di luglio 2020 e luglio 2021 e ha portato in luce le problematiche relative ai wet market in merito di confinamento degli animali, malattie di origine zoonotica che possono sfociare in pandemie ed epidemie molto pericolose.

Nei wet market gli animali vivono un incubo: trasportati, venduti e uccisi senza protocolli di alcun tipo dal punto di vista della sicurezza alimentare e nella noncuranza più totale del benessere degli animali o la salute delle persone coinvolte.

Cosa è emerso dalla nuova indagine di Animal Equality

Come si legge nel comunicato ufficiale divulgato da Animal Equality: “Questi animali soffrono non solo di maltrattamenti e abusi, ma anche di un sistema immunitario indebolito dallo stress dovuto al trasporto, al confinamento in gabbia e a condizioni di vita non igieniche.

A tutto ciò bisogna aggiungere la presenza di un elevato numero di acquirenti che trafficano nei mercati, creando il terreno fertile perfetto per le malattie zoonotiche, che potrebbero facilmente essere trasmesse agli esseri umani date le condizioni igienico-sanitarie agghiaccianti“. 

Le immagini raccolte durante l’indagine tra i wet market dell’India mostrano:

  • Animali trasportati in viaggi infiniti che durano ore, a volte giorni, senza cibo né acqua.
  • Molti non sopravvivono al viaggio e altri sono più morti che vivi.
  • Ai polli vivi spetta un trattamento crudele: brutalmente tirati fuori in gruppi, pesati appesi a testa in giù, causando loro uno schiacciamento polmonare e intense sofferenze.
  • Nei wet market soprattutto gli avicoli vengono stipati in piccole gabbie per ore e talvolta giorni senza cibo né acqua.
  • Polli, anatre, capre… mentre sono disposti in fila per la macellazione sviluppano varie infezioni e malattie.
  • Non esistono ispezioni sanitarie ufficiale condotta sugli animali prima della macellazione.
  • Nelle immagini gli avicoli vengono presi per la gola e sgozzati, gettati poi in cassonetti ancora vivi ma agonizzanti
  • La carne viene preparata per la vendita in condizioni di sporcizia estrema, senza controllo sanitario e in condizioni igieniche precarie. 

Non c’è posto per i wet market nella nostra società

Alle condizioni attuali, i wet market non possono coesistere più con la società, soprattutto in Paesi come l’India. Citando Alice Trombetta, direttrice di Animal Equality Italia: “I wet market non hanno posto nella nostra società e dovrebbero essere immediatamente chiusi.

Non solo questi mercati sono estremamente crudeli con gli animali, ma la ricerca scientifica ha mostrato la loro connessione con le epidemie di malattie di origine animale, dimostrando che sono anche una minaccia immediata e gravissima per la salute e la sicurezza pubblica“.

E ancora: “In India non viene condotta alcuna ispezione sanitaria prima che gli animali vengano macellati in questi mercati. Le leggi indiane sulla sicurezza alimentare vietano ai negozi che vendono carne di macellare gli animali sul posto. Proprio per questo Animal Equality ha presentato il suo studio e tutte le immagini raccolte al governo indiano insieme a una richiesta per fermare la macellazione di animali vivi in questi mercati e nei negozi“.

L’appello di Animal Equality:

Potrebbe interessarti