Cronaca Italia

Rapina nella gioielleria di Cuneo, cambia l’accusa nei confronti di Mario Roggero. La decisione della procura

A quasi sei mesi dalla rapina finita male a Grinzane Cavour, Piemonte, la procura di Asti ha cambiato il capo d'accusa per il gioielliere che ha sparato e ucciso due dei tre rapinatori
auto dei carabinieri

A quasi cinque mesi dalla rapina avvenuta nella gioielleria di Grinzane Cavour, provincia di Cuneo ci sarebbe una svolta nelle indagini: cambia il capo d’accusa nei confronti del gioielliere rapinato.

Era il 28 aprile 2021 quando Mario Roggero subiva una rapina nel suo negozio. A compierla tre rapinatori, due dei quali morti nello scontro a fuoco con Roggero, mentre l’altro era rimasto ferito. Inizialmente l’uomo era stato accusato di eccesso colposo di legittima difesa.

Rapina in gioielleria a Cavour: cambia il capo d’accusa per il gioielliere

Mario Roggero, il gioielliere rapinato a Grinzane Cavour (Piemonte) dovrà rispondere dell’accusa di omicidio doloso plurimo, tentato omicidio e porto illegale di arma comune da sparo.

A cambiare il capo d’accusa è la Procura di Asti, secondo la quale il gioielliere avrebbe sparato ai banditi “Disarmati, scaricando l’intero caricatore“.

Nella nota della Procura riportata da La Stampa, si legge: “Dagli elementi raccolti nel corso delle investigazioni, e in particolare dalle consulenze tecniche compiute nel contraddittorio tra tutte le parti è emerso che Roggero, dopo la conclusione della rapina, inseguiva all’esterno dell’esercizio i tre rapinatori che, già usciti dalla gioielleria con la refurtiva, stavano dandosi alla fuga.

da distanza ravvicinata sparava contro gli stessi, disarmati, scaricando l’intero caricatore, con la volontà di cagionarne la morte, eccedendo in tal modo volontariamente i limiti della legittima difesa patrimoniale“.

Quel 28 aprile, il gioielliere Mario Roggero avrebbe quindi inseguito i rapinatori fuori dal negozio a rapina conclusa aprendo il fuoco contro di essi.

Il gioielliere di Grinzane Cavour privo di porto d’armi

Sempre stando alle indagini eseguite dagli inquirenti, sarebbe emerso che il gioielliere non avrebbe avuto il porto d’armi per questo ai capi d’accusa sarebbe stato aggiunto quello di porto abusivo d’armi.

Come riportato da La Stampa, sempre in una nota della procura si legge: “È emerso altresì che il gioielliere è privo di porto d’armi e quindi il fatto di aver portato l’arma, legittimamente detenuta nella gioielleria, all’esterno della stessa, comporta anche l’accusa di porto abusivo d’armi“.

Accuse formulate anche per Alessandro Modica, unico rapinatore sopravvissuto, per lui la procura ha formulato quella di rapina pluriaggravata; reato per il quale è reo confesso.

Modica si trova al momento in custodia in carcere. Per il padre di lui, Giuseppe Modica, è stata chiesta l’archiviazione dell’accusa di favoreggiamento.

Le indagini sono state condotte dal Comando della Compagnia dei Carabinieri di Alba, con le perizie dei consuleti medico-legale e balistico.

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