Pensioni

Riforma pensioni, ecco qual è l’alternativa a Quota 100 e la lista delle 27 nuove attività gravose

Il presidente Inps, Pasquale Tridico, ha spiegato la riforma pensionistica alla Commissione Lavoro della Camera. Qual è quindi l'alternativa a Quota 100 e le soluzioni trovate dagli esperti.
Pasquale Tridico

Nelle scorse ore il presidente Inps, Pasquale Tridico, alla Commissione Lavoro della Camera ha parlato e spiegato la sua proposta di pensionamento, alternativa a Quota 41 dei sindacati e di Quota 100 che come è noto è in scadenza. Per Tridico la possibilità è di anticipare, per chiunque voglia andare in pensione, solo la quota contributiva per lasciare la parte retributiva al compimento dei 67 anni è “pienamente sostenibile“. Si tratta di una soluzione per mandare in pensione tutti coloro che hanno maturato almeno 20 anni di contributi e che hanno maturato quindi un assegno previdenziale di almeno 1,2 volte l’assegno minimo.

Tridico e l’andare in pensione con solo la quota contributiva: come funziona

Per accedere a questo ipotetico nuovo pensionamento con la sola parte contributiva bisogna aver compiuto almeno 63-64 anni di età; essere in possesso di almeno 20 anni di contribuzione; aver maturato al momento della scelta una quota contributiva di pensione di importo pari o superiore a 1,2 volte l’assegno sociale, ha spiegato Tridico ieri. Da quello che riporta AdnKronos, sarebbero 332mila le pensioni aggiuntive che potrebbero essere attivate in un arco di tempo che va dal 2022 al 2027, con la nuova proposta.

Queste 332mila sarebbero una spesa pari a 4,2 miliardi, nello stesso arco di tempo, cifra che sarebbe poi destinata ad essere recuperata da risparmi di spesa pari a 2 miliardi di euro negli anni che vanno dal 2027 al 2031.

Ape sociale: 27 nuove attività gravose

Novità in merito all’Ape sociale, quell’indennità per i lavoratori che sono in difficoltà a partire dai 63 anni ancora in attesa di accedere alla pensione. L’Ape sociale potrebbe quindi subire delle modifiche con diverse opzioni pensate fino a questo momento: da una parte una prorogata fino al 2026; l’integrazione di alcuni codici di professioni gravose; l’eliminazione della condizione di conclusione della prestazione di disoccupazione da almeno 3 mesi per l’accesso all’Ape; la riduzione del requisito di anzianità contributiva per i gravosi appartenenti al settore edile da 36 anni a 30 anni.

Per accedere all’Ape, quindi, potrebbero esserci 27 codici in più oltre ai 15 esistenti per le attività gravose. Lo stesso Tridico ha spiegato che nella categoria gravosa, ci saranno conduttori di impianti, i saldatori, i fabbri e anche gli operatori della cura estetica.

 Cesare Damiano, presidente della Commissione sui lavori gravosi, ha spiegato che non è ancora detto che rientreranno tutte queste 27 categorie.

Il Corriere della sera riporta i 27 codici nel dettaglio sulla base degli indicatori Inail:

  • Conduttori di impianti e macchinari per l’estrazione e il primo trattamento dei minerali/Conduttori di impianti per la trasformazione dei minerali;
  • Fonditori, saldatori, lattonieri, calderai, montatori di carpenteria metallica e professioni assimilate;
  • Vasai, soffiatori e formatori di vetrerie e professioni assimilate ;
  • Fabbri ferrai costruttori di utensili ed assimilati;
  • Personale non qualificato nella manifattura;
  • Attrezzisti, operai e artigiani del trattamento del legno ed assimilati;
  • Operai forestali specializzati;
  • Conduttori di impianti per la trasformazione del legno e la fabbricazione della carta;
  • Conduttori di macchine agricole;
  • Conduttori di macchinari per tipografia e stampa su carta e cartone;
  • Meccanici artigianali, montatori, riparatori e manutentori di macchine fisse e mobili (esclusi gli addetti alle linee di montaggio industriale);
  • Conduttori di macchinari per la fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche;
  • Artigiani ed operai specializzati delle lavorazioni alimentari;
  • Operatori della cura estetica;
  • Artigiani ed operai specializzati del tessile e dell’abbigliamento;
  • Operai addetti a macchine automatiche e semiautomatiche per lavorazioni metalliche e per prodotti minerali/Operai addetti a macchinari in impianti per la produzione in serie di articoli in legno;
  • Artigiani ed operai specializzati della meccanica di precisione su metalli e materiali assimilati;
  • Operatori di macchinari e di impianti per la raffinazione del gas e dei prodotti petroliferi, per la chimica di base e la chimica fine e per la fabbricazione di prodotti derivati dalla chimica;
  • Artigiani delle lavorazioni artistiche del legno, del tessuto e del cuoio e dei materiali assimilati/Artigiani ed operai specializzati dell’industria dello spettacolo;
  • Artigiani e operai specializzati dell’’installazione e della manutenzione di attrezzature elettriche ed elettroniche;
  • Operai addetti all’assemblaggio di prodotti industriali;
  • Conduttori di impianti per la produzione di energia termica e di vapore, per il recupero dei rifiuti e per il trattamento e la distribuzione delle acque;
  • Operai dei rivestimenti metallici, della galvanoplastica e per la fabbricazione di prodotti fotografici;
  • Operai addetti a macchine confezionatrici di prodotti industriali;
  • Operai addetti a macchinari fissi nell’agricoltura e nella prima trasformazione dei prodotti agricoli/Operai addetti a macchinari fissi per l’industria alimentare;
  • Artigiani ed operai specializzati delle attività poligrafiche;
  • Operai addetti a macchinari dell’industria tessile, delle confezioni ed assimilati; Professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali Professioni inserite perché attinenti alle attuali 15 categorie di gravosi;
  • Portantini e professioni assimilate;
  • Addetti alla gestione dei magazzini e professioni assimilate.

L’ampliamento delle categorie di attività gravose per l’accesso all’Ape sociale avrebbe conseguenze anche per il conseguimento del diritto al pensionamento in favore dei lavoratori precoci nonché ai fini dell’esclusione dall’adeguamento alla speranza di vita per l’accesso al pensionamento di vecchiaia“, spiega ancora. In particolare il costo nel suo insieme ammonterebbe a 126,7 mln nel 2022; a 337,1 mln nel 2023 per arrivare nel 2024 a 520,7 mln.

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