Economia

Manovra: il Governo lavora all’ipotesi Quota 102 per le pensioni e decide il futuro del reddito di cittadinanza

Oggi importanti riunioni a palazzo Chigi con le delegazioni dei partiti con la testa alla Manovra: sul piatto i temi caldi sono le pensioni e il reddito di cittadinanza.
mario draghi

Dopo la fine dei ballottaggi, il Governo non si ferma, anzi. Si svolgersi nella mattinata di oggi, sembra, la cabina di regia sul Documento programmatico di bilancio (Dpb). Nel pomeriggio, poi, si arriva al Consiglio dei ministri per approvare quindi il documento. Sarebbe questa la scaletta serrata del Governo per la giornata di oggi che dovrà pensare anche al testo della legge di bilancio, che però sembra improbabile che venga gestito già nella giornata di oggi. Sul piatto, infatti, molti moltissimi temi: dal reddito di cittadinanza, all’uscita anticipata per le pensioni, fino all’ipotesi Quota 102.

Quanto vale la Manovra

Una manovra da 25 miliardi è quella che il Governo dovrebbe presto presentare a Bruxelles con il via libera al Documento programmatico di bilancio. Al momento già tutti i paesi dell’Eurozona hanno inviato il loro Dpb alla Commissione, tutti tranne l’Italia, quindi. Il Governo dovrà trovare presto una intesa, soprattutto su quelli che vengono considerati temi caldi: il reddito di cittadinanza e Quota 100, che come è noto è in scadenza.

La scorsa settimana il presidente Inps, Pasquale Tridico, aveva parlato alla Commissione Lavoro della Camera della sua proposta di pensionamento, alternativa a Quota 41 e Quota 100. Per Tridico la possibilità era di anticipare, per chiunque voglia andare in pensione, solo la quota contributiva per lasciare la parte retributiva al compimento dei 67 anni.

L’ipotesi Quota 102

Negli ultimi giorni, però, si affaccia un’altra proposta, quella denominata Quota 102, una fase transitoria di 2 anni, che permetterebbe di gestire quello che viene già chiamato il “dopo Quota 100”, ed evitare il ritorno allo scalone della legge Fornero, spiega Ansa.

Dal Governo fanno sapere che su questa opzione ancora non esiste un accordo. Sul tavolo resta infatti anche l’Ape contributivo, che prevede l’uscita anticipata da 63-64 anni con una penalizzazione dell’assegno fino al raggiungimento dei 67 anni.

Il futuro del reddito di cittadinanza

Quale sarà quindi il destino del reddito di cittadinanza? La Lega vuole l’abolizione, mentre i 5stelle si dichiarano già pronti a difenderla essendo uno dei loro punti cardine per cui pensano al massimo a una revisione nel tentativo di limitare gli abusi cosa che prevederebbe uno snellimento della platea.

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