Pensioni

Pensioni, c’è alta tensione tra governo e sindacati: non c’è accordo. Cosa succede adesso

Nessuna traccia di accordo tra il Governo e i Sindacati dopo l'incontro delle scorse ore. Le pensioni restano un miraggio senza soluzione.
mario draghi

Nelle scorse ore l’incontro programmato tra governo e sindacati sulla Manovra e soprattutto sul nodo cruciale delle pensioni, è terminato senza accordo e soprattutto con una spaccatura. Mario Draghi ha lasciato la riunione prima della fine per un impegno e a spiegare come è andata l’incontro sono stati proprio i sindacati. “L’incontro non è andato bene“, ha chiarito infatti il leader Uil, Pierpaolo Bombardieri. Cgil, Cisl e Uil si preparano alla protesta.

Pensioni: il punto di Bombardieri

Sulle pensioni non c’è neanche una scelta: né 102104, c’è solo la scelta di stanziare 600 milioni per la proroga di Opzione Donna e l’Ape sociale.

Né ci sono risposte a chi ha versato per 41 anni i contributi a prescindere dalla età anagrafica, non ci sono risposte sulla necessaria riforme complessiva“, a parlare è sempre Bombardieri, che annuncia già la possibilità di proteste nei prossimi giorni.

Il parere del segretario della Cgil, Maurizio Landini

Se si andrà verso una decisione bene, se vorranno confrontarsi con noi, noi siamo pronti a farlo giorno e notte.

Se non dovesse avvenire nei prossimi giorni, dopo che valuteremo quello che il governo fa, decideremo le iniziative di mobilitazione più adatte nel rapporto con Cisl e Uil”, è dello stesso parere quindi il segretario della Cgil, Maurizio Landini. Il sistema pensionistico resta il nodo cruciale anche per una riforma del lavoro: “C’è bisogno di cancellare e modificare forme di lavoro che non hanno più senso e sarebbe ora di costruire una forma di lavoro fondata sulla formazione e sulla stabilità. Questa è la condizione per determinare un sistema pensionistico che stia in piedi“. Sull’incontro col Governo spiega: “Ci hanno confermato che allo stato quelle sono le decisioni che hanno preso“.

Cisl, la posizione di Luigi Sbarra

Il leader Cisl Luigi Sbarra dopo l’incontro sottolinea quanto l’accordo sia veramente lontano, sottolineando la “mancate risposte sulle pensioni, l’assenza di finanziamenti sulla non-autosufficienza, e le mancate risposte sul tema della riforma fiscale“.

Quanto successo col Governo li porta “a ritenere fortemente insufficiente il confronto con il governo sulla manovra“. Il parere sulle pensioni del leader Cisl è chiaro: “Non possono essere considerate un dettaglio nella contabilità generale dello Stato: non sono solo un costo economico ma soprattutto un problema di sostenibilità sociale.

Ed è sbagliato ritenerle un lusso, un privilegio o una regalia: sono un diritto fondamentale dopo una intensa attività lavorativa. Per questo abbiamo chiesto che si possa uscire a 62 anni“, riporta AdnKronos.

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