Sostenibilità

Stop a imballaggi di plastica per frutta e verdura dal 2023. Anche la Spagna si fa più sostenibile

La Spagna segue la Francia e mostra grande attenzione per l'ambiente. Dal 2023 le confezioni di plastica per la vendita di frutta e verdura non saranno più consentite.
imballaggi plastica frutta e verdura

La Spagna ha deciso, stop a imballaggi di plastica per frutta e verdura. Dal 2023 sacchetti, confezioni e involucri di plastica non saranno più permessi, specialmente per la vendita di prodotti ortofrutticoli. Questo è concorde con le direttive enunciate dal Marine Pollution Bulletin riguardanti i rifiuti marini in Spagna. Frutta e verdura bio contenute in imballaggi di plastica sono uno dei paradossi più consistenti dell’età contemporanea. La plastica è molto tenace contro il deperimento, impiega circa 500 anni prima di scomparire e secondo alcune teorie scientifiche oltre l’80% dei rifiuti europei che finiscono in mare sono plastiche.

Le nuove norme contro la plastica e gli obiettivi della Spagna

In questo momento il governo spagnolo sta completando il Regio decreto sugli imballaggi e i rifiuti che fra non molto sarà emanato dal Ministero per la Transizione Ecologica. L’Agenzia spagnola per la sicurezza alimentare e la nutrizione avrà poi il compito di stabilire e rendere noto l’elenco completo dei prodotti di frutta e verdura interessati a questo nuovo regolamento.

Il governo avrà l’incarico di incentivare i rivenditori a commercializzare prodotti freschi privi di imballaggio. Le persone potranno fare la spesa portandosi i propri contenitori riutilizzabili che saranno però soggetti ad alcuni precisi requisiti di idoneità e pulizia.

Ma le nuove norme non si fermano qui. Infatti, come afferma El País, questo nuovo Regio decreto obbliga le amministrazioni a favorire maggiori impianti di acqua potabile nei paesi e nelle città e presuppone il dovere di cercare nuove possibilità rispetto alla vendita di bevande confezionate e alla distribuzione di bicchieri monouso nelle manifestazioni pubbliche (come già accade anche in Italia).

In questo modo la Spagna sarà più vicina a alla riduzione del 50% della vendita di bottiglie di plastica e all’utilizzo di contenitori riciclabili al 100%. Questi sono i grandiosi obiettivi che la Penisola Iberica si pone di raggiungere con queste nuove regole ecologiche entro il 2030.

Supermercati in Spagna: un esempio di sostenibilità da seguire

 Da ormai 3 anni i supermercati Carrefour in Spagna sono riusciti a ridurre del 50% la presenza di plastica negli involucri di frutta e verdura. I prodotti ora si presentano in confezioni di materiali più ecologici come ad esempio cartone, rete o imballaggi biodegradabili.

In questo modo l’azienda ha mostrato il suo lato green eliminando dai propri negozi oltre 1000 tonnellate di plastica.

Ancora prima del Regio decreto del governo, Carrefour è stata la prima catena di supermercati a consentire ai clienti di utilizzare i propri contenitori per acquistare prodotti freschi nella loro spesa quotidiana.

La Spagna come la Francia: entrambe dicono stop agli imballaggi di plastica  

Le nuove norme decise dal governo spagnolo sono in linea con la misura “anti-spreco” introdotta in Francia che sarà attiva già dal 2022.

Il Paese sarà, infatti, il primo ad impegnarsi nella battaglia contro la plastica. L’obiettivo finale è quello di abbandonare completamente la distribuzione e la vendita di imballaggi di celluloide monouso. Affinché la misura “anti-spreco” possa essere considerata un successo, questo traguardo dovrà essere raggiunto entro il 2040.

Secondo alcune ricerche, oggi il 37% della frutta e della verdura in Francia è venduta all’interno di confezioni di plastica. Con la nuova misura “anti-spreco” più di un miliardo di confezioni superflue, di cui l’ambiente può (e vuole) fare a meno, verranno eliminate.

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