Cronaca Italia

Caso Ciro Grillo: ipotesi droga dello stupro. Cosa riporta la consulenza depositata dall’avvocato Bongiorno

Il 5 novembre si terrà l'udienza preliminare sul caso che vede protagonista Ciro Grillo e 3 amici. I 4 sono accusati di stupro di gruppo. In una perizia di parte ora spunta l'ipotesi della droga dello stupro
ciro grillo accusato di violenza sessuale di gruppo

Ci sarebbero nuovi elementi contro Ciro Grillo, Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia e Vittorio Lauria, i 4 giovani accusati di stupro di gruppo ai danni di una ragazza oggi 21enne, risalente all’estate del 2019. I fatti risalirebbero alla notte tra il 16 e il 17 luglio 2019, quando la presunta vittima di stupro e un’amica avevano seguito i ragazzi nella villa a Cala di Volpe, Sardegna, dove questi ultimi alloggiavano. Inizialmente avrebbe dovuto trattarsi di un post serata all’insegna di un piatto di pasta ma, secondo il racconto fatto dalla giovane durante la denuncia, in poche ore si sarebbe tutto trasformato in un incubo.

L’udienza preliminare sul caso di presunto stupro di gruppo si terrà il prossimo 5 novembre, in queste ore Giulia Bongiorno, legale della difesa della presunta vittima ha depositato un documento di parte contenente una relazione fatta da un esperto in merito alla presunta presenza di droga dello stupro nella bevanda bevuta dalla giovane.

Caso Ciro Grillo: forse usata droga dello stupro

Come si legge sul Corriere della Sera il professor Enrico Marinelli dell’università degli studi La Sapienza di Roma l’utilizzo della droga dello stupro ai danni della presunta vittima dello stupro di gruppo non sarebbe da escludere.

In linea puramente teorica non è possibile escludere l’uso di sostanze di questo tipo, prima o in associazione con l’alcol“. Sempre secondo quanto riferito dal quotidiano, le sostanze al quale fa riferimento il professor Marinelli sarebbero proprio le droghe dello stupro. Come si legge nello stralcio riportato, si tratta di sostanze “Particolarmente insidiose. (…) in quanto costituite da liquidi inodori e incolori, facilmente mescolabili alle comune bevande, anche non alcoliche, senza che la vittima se ne possa accorgere”.

La relazione formulata dal professore Enrico Marinelli è lunga 20 pagine ed è stata depositata Tempio Pausania. Una relazione, riferisce sempre Il Corriere, “Redatta nell’interesse di Silvia“.

Ipotesi della droga dello stupro mai avanzata dagli inquirenti

La relazione depositata su volere dell’avvocata Giulia Bongiorno aprirebbe uno spiraglio ad una pista che non sarebbe mai stata valutata dagli inquirenti. A porre le base su questa nuova ipotesi sarebbero state alcune dichiarazioni fatte dalla presunta vittima di stupro, nelle quali avrebbe descritto stati di amnesia.

Sempre “In linea teorica” e in un documento di parte, si legge che: “Un’amnesia senza la perdita di coscienza e la capacità di compiere azioni complesse come conversare, guidare avere rapporti sessuali e perfino uccidere“.

Lo stato psico-fisico in cui si sarebbe trovata la presunta vittima in quella notte di luglio non avrebbe permesso un rapporto consenziente. Inoltre, sempre nella relazione riportata dal Corriere della Sera, si legge che il professor Marinelli avrebbe scritto che la giovane: “Non può aver espresso un valido consenso al rapporto di gruppo“, la valutazione prosegue: “Presumibile con alto grado di probabilità, che i presenti fossero tutti coscienti della sua temporanea incapacità di autodeterminazione“.

Ora la parola passa ai giudici del tribunale per l’udienza preliminare. In caso di rinvio a giudizio, i 4 accusati hanno già reso noto tramite i loro legali che seguiranno il rito ordinario.

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