Cronaca dal Mondo

Covid-19, in Austria lockdown per i non vaccinati: allarme in Germania per carenza posti in terapia intensiva

L'Austria ha decretato il lockdown per i non vaccinati a seguito dell'aumento di casi per quarta ondata di Covid-19. Grave la situazione anche in Germania, dove potrebbero mancare posti in terapia intensiva
mascherina contro il covid

Allarmante la situazione in Europa per la quarta ondata di Covid-19: l’Austria ha appena confermato la stretta sui non vaccinati, applicando il cosiddetto modello 2G. Nel Paese saranno infatti solo i vaccinati o guariti dal coronavirus a poter accedere a luoghi affollati, dai ristoranti alle visite in ospedale, mentre per i non i vaccinati si applicherà da lunedì prossimo una sorta di lockdown. La decisione è stata presa a seguito dell’impennata di casi che sta destando preoccupazione anche in Germania, dove si prevedono difficoltà ad assicurare posti letto per tutti i malati di Covid-19.

Austria: lockdown per i non vaccinati contro il Covid-19 da lunedì

Sarà un lockdown che si applicherà solo alle persone non vaccinate quello che entrerà in vigore in Austria da lunedì 9 novembre.

Niente accesso ai ristoranti, alberghi, ospedali e case di cura oltre a estetisti e parrucchieri. Una decisione sofferta per il governo austriaco, che ha comunque optato per rendere disponibili questi servizi solo ai vaccinati o guariti dal Covid-19 data la situazione “grave” che sta affrontando il Paese, come l’ha definita il ministro della Salute Wolfgang Mückstein.

L’Austria una settimana fa aveva reso disponibile la terza dose dei vaccini contro il coronavirus a 6 mesi dall’ultima assunzione per gli over 18. Saranno inoltre obbligatorie le mascherine FFP2 nei musei, negozi e biblioteche mentre solo i vaccinati o guariti potranno partecipare a eventi con più di 25 persone. Il green pass sarà valido in Austria solo per 9 mesi dopo la seconda vaccinazione, mentre successivamente sarà necessaria la terza dose.

Allarme in Germania: in Turingia potrebbero non essere garantiti i posti in terapia intensiva

La quarta ondata di Covid-19 colpisce anche la Germania, dove potrebbe essere applicato il modello 2G sulla scia dell’Austria.

I ministri della Salute dei Land si sono incontrati per fare il punto della situazione e sono emerse forti preoccupazioni sulla disponibilità di posti in terapia intensiva. Nelle prossime settimane, sono previste 400 ospedalizzazioni in terapia intensiva e, per questo, la Germania potrebbe decidere una stretta sui non vaccinati. Nel Paese solo il 67% della popolazione si è sottoposta alla vaccinazione contro il Covid-19 e i ministri chiedono ora un maggior impulso alla campagna vaccinale.

Il ministro della Salute federale, Jens Spahn, ha dichiarato che il Paese sta vivendo la “pandemia dei non vaccinati“.

Il governatore della Turingia Bodo Ramelow ha reso noto che l’aumento di casi potrebbe significare che i posti in terapia intensiva non basteranno nel Land. Secondo il Bild, tabloid tedesco, Ramelow avrebbe considerato di limitare l’accesso ai non vaccinati, ma in un’intervista a ZDF Morgenmagazin il governatore ha assicurato che tutti saranno aiutati.

Klaus Holetschek, ministro della Salute bavarese, ha dichiarato che “Gli Stati federali sono d’accordo che chiunque abbia ricevuto la seconda dose 6 mesi fa o prima dovrebbe poter avere il richiamo“.

Quarta ondata in Europa: i Paesi più a rischio

La Germania e l’Austria stanno registrando i record di contagi dall’inizio dell’anno. L’Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e la cura delle malattie, ha indicato nel suo report questi 2 Paesi ad alto tasso di preoccupazione. In Germania il tasso d’incidenza del Covid-19 è più alto di quanto fosse ad aprile, con 169,9 casi su 100mila abitanti. Le morti sono salite a 154 nelle passate 24 ore, con più di 30 vittime registrate rispetto alla settimana precedente.

Gravissima la situazione in Est Europa, con contagi record in Russia, dove a ottobre solo il 32% della popolazione è stata vaccinata. Tra i Paesi più a rischio segnalati dall’Ecdc ci sono Bulgaria, Ungheria, Croazia, Repubblica Ceca, Estonia, mentre l’Italia si trova nella fascia meno preoccupante, preceduta solo da Spagna (che ha un tasso di vaccinazione dell’80%) e Malta.

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