Economia e Lavoro

Partite Iva e tasse sugli aiuti Covid: bloccata la sanatoria fiscale degli avvisi bonari. Cosa fare adesso

Per superare l'ostacolo ci sarebbe sempre meno tempo. Ecco qual è il problema che potrebbe emergere per alcuni titolari di Partita Iva che abbiano ricevuto un Avviso Bonario
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Con la ripartenza del fisco sono stati inviati anche molti Avvisi Bonari dall’Agenzia delle Entrate. Sarebbe però emersa una questione, al momento difficile da risolvere, che ostacolerebbe la sanatoria degli Avvisi Bonari per i titolari di Partita Iva. Ecco di cosa si tratta.

Fisco, la sanatoria degli Avvisi Bonari sarebbe bloccata: che cosa sta succedendo

La sanatoria degli Avvisi Bonari dovrebbe consentire a imprese e professionisti titolari di Partita Iva di aderire alla definizione agevolata, dunque senza incorrere in sanzioni o nel versamento di importi aggiuntivi, così com’era stato definito dal Decreto Sostegni.

Tali Avvisi richiedono però un’autocertificazione che attesti l’ottenimento degli aiuti statali contro il Covid, documento che però non sarebbe ancora stato predisposto.

La lettere inviate a partire dalla data di ripartenza del fisco si basano sui controlli automatizzati dell’Agenzia delle Entrate, che confrontano le dichiarazioni Iva e consentono di individuare eventuali debiti verso il fisco. La definizione agevolata riguarda i professionisti e le imprese che abbiano registrato una riduzione del fatturato 2020 maggiore del 30% rispetto al 2019.

Il problema della sanatoria degli Avvisi Bonari per le Partite Iva

Gli Avvisi Bonari proporrebbero ai contribuenti due soluzioni per saldare il debito con il fisco:

  • l’importo integrale, dovuto a seguito del controllo sulle liquidazioni delle dichiarazioni dei redditi e Iva relative agli anni d’imposta 2017 e 2018;
  • l’importo scontato di sanzioni e somme aggiuntive, sulla base della sanatoria.

Per ogni conteggio, le lettere inviate contengono un modello F24 specifico per procedere al saldo del debito.

Qualora la scelta dovesse però cadere sull’importo scontato dalla sanatoria, il contribuente si troverebbe davanti all’impossibilità di preparare l’attestazione richiesta. Nell’allegato 1 della lettera, riportato dal Sole24Ore, è infatti possibile leggere che “L’effettiva fruizione del beneficio è subordinata al rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dalla Comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 C (2020) 1863 final “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del Covid-19”.”

Fisco, si avvicina la scadenza per la definizione agevolata

La definizione agevolata prevede il pagamento dell’importo ridotto entro 30 giorni dal ricevimento dell’Avviso.

L’attestazione richiesta per ottenere l’agevolazione sarebbe stata prevista dal Decreto Sostegni e demandata al Ministero dell’Economia, richiedendo anche un confronto con la Commissione Europea, ma non ne sarebbero mai stati definiti i dettagli. Il tempo sarebbe ormai prossimo alla scadenza: l’Agenzia delle Entrate, secondo il Sole24Ore, avrebbe infatti specificato come “l’autodichiarazione deve essere presentata entro il 31 dicembre 2021 ovvero, se il pagamento delle somme dovute o della prima rata è effettuato dopo il 30 novembre 2021, entro la fine del mese successivo a quello in cui è effettuato il pagamento”.

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