Sostenibilità

Cambiamenti climatici, quanto costerà adattarsi alla crisi del clima entro il 2050: la stima dell’Onu

La conferenza Cop26 sta volgendo al termine, a Glasgow, e l'Onu diffonde una stima sui costi da sostenere per adattarsi alla crisi del clima e al surriscaldamento globale
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L’Ipcc, il comitato scientifico sul clima dell’Onu, sta elaborando un rapporto da presentare a inizio 2022 e ha già fornito una stima sulla cifra che sarà necessaria per adattarsi ai costi del surriscaldamento globale entro il 2050. Ecco i dati diffusi fino a ora.

Cambiamenti climatici, 1.000 miliardi all’anno di costi di adattamento

Il rapporto dell’Ipcc conterebbe oltre 4.000 pagine al momento e, in una nota al documento riportata da France Press, si leggerebbe come “I costi di adattamento sono considerevolmente più elevati di quello che si stimava precedentemente”, stimandone l’entità in 1.000.000.000.000$ all’anno.

Per l’Ipcc, infatti, “Le disposizioni esistenti per finanziare l’adattamento sono inadeguate di fronte all’ampiezza anticipata degli impatti climatici”. In merito al cosiddetto Adaptation Gap, il rapporto dell’Unep, il programma dell’Onu per l’ambiente, aveva stimato a inizio novembre l’ammontare delle esigenze di finanziamento in 300.000.000.000$ all’anno nel 2030 e in 500.000.000.000$ all’anno entro il 2050.

Cop26, gli accordi sui combustibili fossili e sul carbone

Più volte la comunità scientifica si sarebbe espressa sulla necessità di azioni più incisive per contrastare la crisi climatica.

Il 4 novembre, durante la conferenza annuale Cop26 a Glasgow, alcuni Paesi hanno deciso di sottoscrivere una dichiarazione per bloccare “nuovi sussidi pubblici al settore internazionale dell’energia da fonti fossili” entro la fine del 2022. Cina e USA si sarebbero inoltre impegnati a ridurre il consumo di carbone a partire dal 2026, impegno a cui si potrebbe presto aggiungere anche la Russia. Il Sole24Ore riporta però le parole del segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, secondo cui “Le promesse suonano vane quando l’industria dei combustibili fossili riceve ancora migliaia di miliardi di dollari di sussidi, come stima il Fondo Monetario Internazionale, o quando ancora si costruiscono centrali a carbone” come avrebbe commentato nella giornata di ieri a Glasgow.

Per Alok Sharma, presidente della Conferenza, l’ambizione di Cop26 resta quella di “consegnare alla storia” il carbone.

Cop26, i nodi ancora da sciogliere sul nucleare e sui giacimenti di petrolio e gas

La conferenza annuale Cop26 terminerà oggi, venerdì 12 novembre, ma potrebbe essere prolungata per raggiungere intese più ampie e conseguire così risultati concreti nella lotta alla crisi climatica.

Tra i temi ancora da affrontare vi sarebbero il ricorso al nucleare per la transizione energetica, che vede la contrapposizione tra Francia e Germania, ma anche lo stop alle licenze e concessioni per nuove esplorazioni di giacimenti di petrolio e gas. Questa proposta, messa in campo da Danimarca e Costa Rica, non sarebbe stata appoggiata dal Regno Unito, presidente di Cop26.

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