Good News

Le edicole abbandonate tornano a vivere e offrono aiuti sociali per i cittadini in varie città d’Italia

Ha preso piede, in tutta Italia, il progetto di rivalutazione di edicole dismesse che si trasformano in luoghi sociali. L'iniziativa sta avendo luogo in molte regioni.
Edicola

È molto comune, facendo una passeggiata per varie città italiane, imbattersi in piccole edicole abbandonate. A causa di vari fattori nel 2008 è iniziata la crisi del mondo dell’editoria. Dall’introduzione di nuove tecnologie che hanno cambiato i modi di fruizione dei giornali, fino al cambiamento dei gusti e delle abitudini dei lettori. Lo sconvolgimento per la pandemia di Covid-19 ha dato, poi, l’ultimo colpo di grazia a questo settore già in bilico.

Nasce così il progetto che si propone di valorizzare e promuovere edicole dismesse e chioschi abbandonati in varie città percorrendo tutta la penisola italiana.

L’iniziativa, che prende ispirazione dall’esperienza parigina Lulu dans ma rue, è partita da Torino, Milano e Genova, ma sta già conquistando anche le città di Roma e Napoli.

Il progetto di rivalutazione delle edicole abbandonate: i dettagli

Da secoli le edicole sono un punto di riferimento importante per le comunità. Le serrande vengono alzate sin dalle prime ore della mattina, gli edicolanti hanno un rapporto stretto con i clienti e molto spesso capita che facciano servizi di prossimità (danno informazioni o svolgono piccoli lavori ad esempio).

Tutto ciò è quello che l’iniziativa si propone di riconquistare e rivalutare. Tramite il progetto, gli spazi vengono rilanciati o recuperati sotto un punto di vista sociale, diventando luoghi delle e per le persone. Le edicole non smettono di essere tali, non cambiano la propria identità, ma si avvalgono di ulteriori servizi e prodotti fornendo soluzioni ai bisogni sociali. Come ricorda Mole24.it, le nuove edicole infatti forniranno, ad esempio, anche la possibilità di consegna a domicilio della spesa e l’opportunità di effettuare piccole commissioni.

Due soluzioni molto utili per fornire sostegno agli anziani (ma non solo).

Fra i servizi inclusi vi sarà anche il così detto SOS tecnologia, insieme a piccole traduzioni al servizio del pubblico. Oltre a ciò potranno essere introdotti anche servizi di babysitter e dog sitter, ovvero la cura verso i bambini quando i genitori sono al lavoro o impegnati e la cura verso animali domestici in assenza dei padroni. Le edicole fungeranno anche da sportello per l’orientamento al lavoro.

Nuova vita alle edicole, il caso di Genova: il Maggiordomo di quartiere

Nella città di Genova le edicole promosse dal progetto di rivalutazione vengono dette Maggiordomi di quartiere e, svolgendo varie funzioni, sono diventate punto di riferimento importante.

Oltre ai punti elencati sopra, ricevono, ad esempio, i corrieri per negozi e condomini. Sul sito della regione Liguria, si legge inoltre che offrono informazioni per la ricerca di assistenti familiari e badanti, oltre che informazioni turistiche e sulla vita sociale della città.

Il progetto si è anche esteso oltre Genova, rivestendo varie altre città del territorio ligure. Il tratto distintivo è sempre quello della prossimità.

Come ha spiegato Sonia Vitale, l’assessora regionale alle politiche sociali “il progetto mira a individuare e dare risposta a esigenze piccole e particolari, che però spesso incidono in modo rilevante sulla vita delle persone”.

La caratteristica di vicinanza alla comunità si afferma anche nella selezione del personale dei Maggiordomi di quartiere. Sono le persone in condizioni di vulnerabilità che tramite un periodo di formazione e inserimento lavorativo effettueranno concretamente i servizi utili ai cittadini.

Torino e le edicole abbandonate: lo Spaccio di cultura- Portineria di Comunità

Proprio come una vera e propria portineria di condominio, a Torino, le edicole coinvolte nel progetto promosso dalla Rete Italiana di Cultura Popolare, offrono i servizi più disparati legati alle piccole e grandi esigenze che la vita quotidiana necessita.

Per accedere a queste attività è fondamentale essere “abitanti della Portineria” . Per diventarlo è stata istituita un’adesione con validità annuale, si apprende sul sito dell’iniziativa. L’iniziativa torinese è detta, inoltre, Spaccio di cultura. Essa si propone anche, infatti, come perno culturale e sociale. Durante e dopo il lockdown è nata la Scuola della Portineria Itinerante, un insieme di attività ludiche e ricreative per l’estate in spazi espositivi e turistici (ma anche fruibili online) utili a fornire supporto scolastico a bambini e ragazzi.

Il caso di Milano: le edicole della Rete Quotidiana

Le edicole della Rete Quotidiana, così si chiama il progetto milanese di cui parla secondowelfare.it, vogliono dare soluzione alle esigenze quotidiane dei cittadini (come quella di distribuire mascherine gratis) Oltre ai giornali e vari prodotti “cartacei”, ogni edicola possiede anche un piccolo banco frigo detto “supermercato di prossimità” così da fornire alla comunità la possibilità di comprare il latte oppure piatti pronti di gastronomia. Inoltre, è possibile avvalersi di prestazioni socio-assistenziali e di cura della persona, che vengono dette servizi di vicinato. Accanto a tutto ciò, un grande aiuto alla comunità, lo svolge il processo di selezione del personale nelle edicole. Gli edicolanti di Rete Quotidiana sono, infatti, coloro che, per vare motivazioni, hanno perso il lavoro o vivono in situazioni precarie.

Potrebbe interessarti