Cronaca dal Mondo

La nuova variante sudafriacana del Covid-19 battezzata Omicron, l’Oms: “Classificata come preoccupante”

L'OMS ha classificato la nuova variante scoperta in Sudafrica come "preoccupante" e l'ha ribattezzata Omicron, come da protocollo. Gli esperti dell'Organizzazione spiegano quanto scoperto finora
ricercatrice in laboratorio

L’Organizzazione Mondiale della Sanità annuncia alcune novità sulla nuova variante del Covid-19, individuata per la prima volta in Sudafrica. Seguendo il protocollo, la variante è stata chiamata Omicron e l’OMS l’ha classificata come “preoccupante” per via delle sue caratteristiche. Al momento gli specialisti delle varie organizzazioni nazionali e internazionali stanno studiando le proprietà della B.1.1.529, con l’Unione Europea e l’Italia che hanno preso precauzioni per frenare i contagi.

OMS, la nuova variante chiamata Omicron: “Classificata come preoccupante”

L’OMS, seguendo il protocollo, ha ribattezzato la nuova variante scoperta in Sudafrica, e che sarebbe già presente in Europa, come Omicron, così come fatto con le altre varianti del coronavirus.

Lo spiega la stessa organizzazione, il cui Technical Advisory Group (gruppo di consulenza tecnica sul COVID-19) si è riunito oggi per un confronto sulla variante B.1.1.529.

La dottoressa Maria Van Kerkhove, epidemiologa per Organizzazione Mondiale della Sanità, ha spiegato in un video pubblicato sui canali social che il Gruppo ha analizzato se la B.1.1.529 dovesse essere classificata come “variante di interesse” o “variante preoccupante“, due delle categorie utilizzate per le varie forme di Covid-19.

Il TAG ha infine optato per la categorizzazione in “preoccupante”, secondo i dati disponibili finora specialmente dal Sudafrica.

Cosa preoccupa della nuova variante Omicron

Van Kerkhove continua spiegando che Omicron B.1.1.529 è quindi una “variante preoccupante, perché ha delle proprietà allarmanti. Un largo numero di mutazioni, alcune delle quali hanno delle caratteristiche problematiche“. Sono in corso vari test per analizzare la nuova variante, in Sudafrica e in altri Paesi: “Per il momento ci sono poche informazioni, ma gli studi sono in corso, quindi abbiamo bisogno che i ricercatori abbiano tempo per portarli a termine e l’OMS informerà il pubblico appena avremo più informazioni“, ha dichiarato l’epidemiologa.

Van Kerkhove chiede che i Paesi migliorino la capacità di sequenziare il genoma, così da aumentare la sorveglianza sulla diffusione di Covid-19 nel mondo e individuare subito la variante. Il TAG continuerà a riunirsi con oggetto la Omicron: “Ci vorranno giorni o settimane per alcuni di questi studi, ed è davvero importante che siano fatti in modo completo e il prima possibile. Capiamo che le persone siano preoccupate, la cosa positiva è che abbiamo sistemi di monitoraggio nel mondo per rilevarla molto velocemente“.

Mentre la comunità scientifica è al lavoro su Omicron, come individui è assolutamente necessario diminuire le possibilità di essere esposti al Covid-19, tramite mascherine, distanziamento, evitare gli spazi affollati e, conclude Van Kerkhove, “quando arriva il vostro turno vaccinatevi“.

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