Cronaca Italia

Eitan torna in Italia: anche la Corte Suprema israeliana respinge il ricorso dei nonni materni

Eitan si trova in Israele a partire dallo scorso settembre, il bambino era affidato alla zia paterna quando il nonno paterno, approfittando di una visita, l'ha portato a Tel Aviv
Eitan torna in italia

Il piccolo Eitan dovrà tornare in Italia, è questa l’ultima e inappellabile decisione presa da Israele. Una conferma rispetto alle altre due udienze che già si erano espresse sul ritorno in Italia. Eitan Biran è l’unico sopravvissuto della strage della funivia Stresa-Mottarone, avvenuta il 23 maggio scorso; nello schianto della cabina hanno perso la vita i genitori di Eitan, i bisnonni materni e il fratellino, oltre ad altre 9 persone.

La decisione della Corte Suprema israeliana sul caso di Eitan

A riferire la notizia è l’emittente israeliana N12, la Corte Suprema di Tel Aviv ha respinto l’ultimo ricorso presentato dal nonno paterno di Eitan Biran, Shmuel Peleg, e ora il bambino dovrà rientrare in Italia sotto la custodia della zia materna.

La decisione, si legge su AdnKronos, si basa sul fatto che il bambino “Ha vissuto in Italia quasi tutta la sua vita“, per questo non lo si può allontanare dalla “sua residenza abituale“. La corte Suprema ha poi aggiunto che la famiglia Peleg: “Non ha fornito una motivazione valida per cui il ritorno in Italia possa provocare al piccolo un danno psichico o fisico“. Il bambino dovrebbe tornare in Italia entro il 12 dicembre.

La reazione delle famiglie Biran e Peleg

La famiglia Peleg ha reagito con durezza alla decisione del giudice: “Lo stato di Israele ha rinunciato oggi a un bambino ebreo, suo cittadino indifeso senza che la sua voce venisse ascoltata, per farlo vivere in terra straniera lontano dalle sue radici, dalla sua famiglia amata, da dove sono sepolti i suoi genitori e suo fratello minore” si legge su TgCom24, e ancora: “Continueremo a combattere con ogni modo legale per riportalo in Israele.

Facciamo appello alle autorità italiane per riesaminare l’affidamento“.

La famiglia Biran si è detta invece soddisfatta: “Sentenza moralmente e legalmente corretta” hanno fatto sapere Shmuel Moran e Avi Chimi, legali della famiglia Biran.

Sempre su TgCom24 si legge: “Sebbene sia un sospiro di sollievo è la fine di un episodio sfortunato, e per lo più dannoso e inutile per il piccolo Eitan che potrà ora tornare alla sua famiglia in Italia, compresi i suoi nonni, i genitori del suo defunto padre, e a tutte le strutture da cui è stato tolto: mediche, psicologiche ed educative. (…)Speriamo che ora, in considerazione delle loro azioni e delle conseguenze penali delle loro azioni, sapranno fermare le battaglie legali“.

La questione dell’affido di Eitan Biran

Lo scorso agosto il Tribunale dei minori di Pavia aveva affidato la custodia di Eitan alla zia materna, Aya Biran, anche lei residente nella provincia di Pavia.

Il giudice aveva anche imposto alla famiglia materna la restituzione del passaporto del bambino; l’11 settembre scorso il nonno materno Shmuel Peleg ha fatto visita al nipote, dicendo che lo avrebbe portato in un negozio di giocattoli, in realtà l’uomo ha portato Eitan in Svizzera e da lì, con un volo privato, a Tel Aviv.

Dallo scorso settembre è iniziata una nuova battaglia legale per la custodia del piccolo Eitan, la zia materna ha chiesto l’applicazione della Convenzione dell’Aja in tema di minori.

La procura di Pavia ha emesso un mandato d’arresto per il nonno materno, nel mentre a Tel Aviv si sono tenute tre udienze, e tutte hanno confermato che Eitan dovrebbe rientrare in Italia.

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