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Arrestato Graziano Mesina detto Gratzianeddu: l’ex primula rossa era latitante di “massima pericolosità”

Catturato nella notte Graziano Messina, ex primula rossa del Supramonte latitante da 12 mesi dopo l'ennesima condanna.
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L’ex primula rossa del banditismo sardo Graziano Mesina è stato arrestato: un’operazione dei Carabinieri nella notte lo ha catturato dopo un anno di latitanza, iniziato il giorno della sua definitiva condanna in Cassazione. Mesina, che ha trascorso nel complesso già 40 anni di vita in carcere, deve affrontare una nuova condanna a 24 anni di reclusione.

Graziano Mesina è stato arrestato dopo 12 mesi di latitanza

Si aggiunge un nuovo capitolo alla storia del più famoso bandito sardo: Graziano Mesina è stato arrestato dopo 12 mesi di latitanza. Lo scorso luglio 2020 la Corte di Cassazione aveva confermato la condanna per associazione a delinquere specializzata nel traffico di droga, reato per cui Mesina era stato ritenuto colpevole in primo grado nel 2016 dopo l’arresto di 3 anni prima.

Tuttavia, Gratzianeddu si trovava fuori dal carcere dal 2019 per decorrenza dei termini. Quando i Carabinieri erano andati a notificargli il verdetto. Mesina non si era fatto trovare e da allora risultava irreperibile. Pochi mesi fa il Ministero dell’Interno lo ha inserito nell’elenco dei latitanti di massima pericolosità.

Nela notte, l’ex primula rossa del banditismo sardo è stato rintracciato e arrestato grazie ad un’operazione dei Carabinieri del Ros e il Gis (Gruppo Intervento Speciale), il comando provinciale dei Carabinieri di Nuoro e lo squadrone eliportato cacciatori di Sardegna.

Secondo quanto riportato, Mesina si trovava in un abitazione di Desulo ed è stato così ricondotto in carcere, dove sconterà a 79 anni una condanna a 24 anni. La coppia che lo stava ospitando ora risulta indagata per favoreggiamento.

L’infinita storia del bandito Graziano Mesina, arrestato nella notte

In totale, Gratzianeddu alla fine avrà scontato ben più della metà della sua vita in carcere. Una storia infinita la sua, che lo ha “consacrato” come il bandito sardo più pericoloso e celebre di sempre.

È stato protagonista di 22 tentativi di evasione, 10 dei quali riusciti in maniera rocambolesca. La più famosa è certamente quella assieme al legionario disertore Miguel Atienza del 1966: rimasero latitanti per 2 anni, prima della cattura di Mesina del 1968.

L’ex primula rossa del Supramonte è stato condannato all’ergastolo per l’accumulo di reati che vanno dal tentato omicidio all’omicidio e una lunga serie di rapimenti. Nel 1992 il suo nome torna sulle prime pagine per il ruolo da mediatore nel sequestro di Farouk Kassam, bimbo di 7 anni rapito da un’altro dei più noti esponenti del banditismo sardo, Matteo Boe.

L’anno successivo gli è stata revocata la libertà condizionale a causa del ritrovamento di un Kalašnikov e altre armi da guerra nel caseggiato astigiano di Mesina. Da lì, l’infinita storia del bandito Graziano Mesina arriva alla grazia ricevuta nel 2004 da parte dell’ex Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, prima di un nuovo arresto nel 2013: gli inquirenti pensavano che Gratzianeddu fosse dietro a un sequestro di persona e a capo di un’organizzazione dedita al traffico di droga.

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