Politica

Presidente della Repubblica, l’appello delle donne della cultura: “È tempo di una donna al Quirinale”

Le donne della cultura e dello spettacolo lanciano un appello in vista delle prossime elezioni del presidente della Repubblica e chiedono che, finalmente, sia una donna
dacia maraini, fiorella mannoia e luciana littizzetto

Un appello viene lanciato dalle donne della cultura italiane in vista della prossima elezione del presidente della Repubblica. Mentre viene sempre indicato “un successore” di Sergio Mattarella, alcune delle personalità femminili più impegnate del panorama italiano chiedono a gran voce che si parli seriamente di “una successora” (e la mancanza di un femminile accreditato per un termine legato al potere la dice lunga sullo stato della realtà). I nomi sono illustri, e ce ne sarebbero anche per una possibile prima presidente (presidentessa?) della Repubblica. Come nella grammatica, anche nella politica le discussioni sull’ipotesi del femminile viene agitata come il drappo del matador: più per distrarre che per convinzione.

Presidentessa della Repubblica: il fantoccio della politica

Si è ormai entrati nel vivo della corsa per il Quirinale, con il prossimo o prossima presidente della Repubblica che sta suscitando accesi dibattiti all’interno dei partiti. Mentre da tempo viene strombazzato che i tempi sono finalmente maturi per una donna “capa” dello Stato (suona male, ma forse dobbiamo solo fare lo sforzo di abituarci), i nomi femminili si accumulano ma senza convinzione. Quando non si sa cosa dire, e non si vogliono scoprire le proprie carte, i leader dei partiti politici, quasi tutti maschi con l’unica eccezione di Giorgia Meloni, rispondono ai cronisti che chiedono delucidazioni che sarebbe “il momento di eleggere una donna”.

Ipotesi lanciata lì senza pensieri, dato che si sa che non avrà seguito. Dire che si vuole una donna al Quirinale fa sembrare al passo coi tempi e strizza l’occhio alle elettrici. Un esercizio di forma più che di sostanza, mentre il potere rimane saldamente in mani maschili. Non a caso, tra i grandi elettori che sono chiamati a votare il prossimo presidente della Repubblica, solo una piccola minoranza sono donne.

Tra i 945 parlamentari, le donne sono il 35,8%. I delegati regionali non sono ancora noti, ma nella precedente elezione nel 2015 su 58 persone le donne erano solo 6.

Le donne della cultura lanciano l’appello: “Una donna al Quirinale”

Chi chiede una seria discussione sulla possibilità che una donna arrivi al Quirinale sono alcune esponenti della cultura italiane. L’appello è stato firmato da Dacia Maraini, Edith Bruck, Liliana Cavani, Michela Murgia, Luciana Littizzetto, Silvia Avallone, Melania Mazzucco, Lia Levi, Andrée Ruth Shammah, Mirella Serri, Stefania Auci, Sabina Guzzanti, Mariolina Coppola, Serena Dandini, Fiorella Mannoia.

La richiesta è chiara: “Tra poco sarete chiamati ad eleggere il Presidente della Repubblica, e crediamo sia giunto il momento di dare concretezza a quell’idea di parità di genere, così tanto condivisa e sostenuta dalle forze più democratiche e progressiste del nostro Paese“.

Le firmatarie sottolineano come “Ci sono in Italia donne che per titoli, meriti, esperienza ed equilibrio possono benissimo rappresentare l’intera nazione al massimo livello“. L’appello continua: “Si parla di democrazia dei generi, ma da questo punto di vista l’Italia è una democrazia largamente incompiuta, tanto più rispetto a paesi come Germania, Gran Bretagna, Austria, Belgio, Danimarca, Islanda, Norvegia, Finlandia“.

I nomi non mancano: “Non ci sono ragioni per rimandare”

L’intento delle firmatarie non è quello di “fare una lista di nomi“, ma “molte donne hanno ottenuto stima, fiducia, ammirazione in tanti incarichi pubblici ricevuti, e ci rifiutiamo di pensare che queste donne non abbiano il carisma, le competenze, le capacità e l’autorevolezza per esprimere la più alta forma di rappresentanza e di riconoscimento“.

La prospettiva di una presidente della Repubblica donna è l’aspirazione tradita che coltiviamo da troppo tempo: “Non ci sono ragioni accettabili per rimandare ancora questa scelta“, conclude l’appello, “Ci rivolgiamo a voi, fate uno scatto. L’elezione di una donna alla Presidenza della Repubblica sarà la nostra, e la vostra, forza“.

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