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Marina Ripa di Meana, una vita tra cause animaliste, scandali sentimentali e la lotta contro il cancro

Chi era Marina Ripa di Meana, protagonista della scena italiana con la sua personalità esuberante, le sue lotte per la tutela degli animali e dell'ambiente e i numerosi scandali.
Marina Ripa di Meana, una vita tra cause animaliste, scandali sentimentali e la lotta contro il cancro

Il 5 gennaio 2018 si spegneva Marina Ripa di Meana, personaggio eclettico e sostenitrice di molte battaglie, in primis quella animalista contro le pellicce. Autrice, stilista, attrice e non solo, ecco quali sono state le lotte che ha sostenuto per tutta la vita e gli scandali che l’hanno resa protagonista nel corso degli anni.

Marina Ripa di Meana, stilista e le prime nozze con Alessandro Lante della Rovere

Marina Elide Punturieri nasceva a Reggio Calabria il 21 ottobre 1941, nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Sarebbe diventata marchesa Maria Elide Punturieri Ripa di Meana, ma la sua carriera inizia con l’apertura di un atelier di alta moda in Piazza di Spagna a Roma, subito dopo aver terminato gli studi.

L’atelier, in cui lavora come stilista, la vede assieme all’amica Paola Ruffo di Calabria, destinata a diventare principessa di Liegi e poi, dal 1993 al 2013, regina del Belgio. Nel 1964 Marina sposa a Roma il duca Alessandro Lante della Rovere e nel 1966 nasce la loro figlia Lucrezia.

Marina Ripa di Meana, gli scandali e le relazioni dopo il divorzio dal duca Lante della Rovere

Marina Ripa di Meana diventa protagonista dell’ambiente aristocratico e culturale della capitale, stringendo amicizie con Moravia, Pasolini, Mario Schifano e Tano Festa.

Fa parlare di sé anche per alcuni scandali, tra cui la tormentata relazione extraconiugale con il pittore Franco Angeli, raccontata nel 2005 nel libro Cocaina a colazione. Il primo matrimonio di Marina è destinato a finire pochi anni più tardi e, come racconterà a Vanity Fair nel 2010 parlando della figlia Lucrezia, “Quando io e lui ci lasciammo, lei era piccolissima. Negli anni successivi lo vide poco, ci passava qualche weekend, in campagna. Lui beveva, ne faceva di tutti i colori, lei era intimorita. Il calore di una famiglia tradizionale, durante l’infanzia, Lucrezia non l’ha avuto”.

In seguito al divorzio, Marina è protagonista di nuove relazioni sentimentali, tra cui spicca quella con il giornalista Lino Jannuzzi, raccontata nel libro I miei primi quarant’anni.

Le seconde nozze di Marina con il marchese Carlo Ripa di Meana

In quegli anni Marina continua a utilizzare il cognome Lante della Rovere per firmare opere autobiografiche e all’interno del mondo della moda, fino all’ingiunzione del Tribunale che le proibirà di continuare a adoperarlo. Il secondo matrimonio avviene nel 1982 attraverso rito civile, con il marchese Carlo Ripa di Meana.

Tra i testimoni sono presenti Alberto Moravia, Goffredo Parise e Bettino Craxi. Il matrimonio sarà celebrato con rito religioso 20 anni più tardi, nel 2002. Il marito Carlo decide di adottare nel 2010 Andrea Cardella, loro collaboratore, all’età di 48 anni.

Le lotte di Marina Ripa di Meana, attivista fuori dagli schemi: posò nuda contro l’uso delle pellicce

Marina Ripa di Meana ha sostenuto numerose lotte nel corso della sua vita, soprattutto in relazione alla salvaguardia degli animali e del paesaggio. Negli anni ’90 espone alla finestra di Palazzo Farnese, sede dell’Ambasciata di Francia a Roma, un manifesto recante la scritta “Chirac salvaci dal nucleare” in occasione di un blitz ambientalista contro gli esperimenti nucleari francesi nell’atollo di Mururoa.

Nel 1995 è Ambasciatrice in Italia dell’International Fund for Animal Welfare e realizza dei manifesti in cui figura completamente nuda per una compagna contro l’uso di pelli e pellicce. In seguito sarà testimonial anche per una raccolta di fondi per la ricerca contro il cancro, di cui si ammalerà due volte.

Marina lotta anche per opporsi alle corride, allo sterminio dei cuccioli di foca, allo sventramento del Pincio nel 2008, alla chiusura dello storico Ospedale di San Giacomo degli Incurabili nel cuore di Roma.

All’Huffington Post Vittorio Sgarbi ne ha parlato così nel 2018: “È stata un personaggio di passaggio d’epoca. Un caso interessante di femminismo non classico, non antagonista al maschio. Il modo migliore per piegare un uomo è sedurlo e Marina è riuscita a essere femminista sottomettendo i maschi”.

Chi era Marina Ripa di Meana, tra libri, film e presenze in televisione

Marina Ripa di Meana è stata stilista, autrice, attrice, protagonista di comparse alla televisione (celebre la sua partecipazione come valletta di Maurizio Costanzo, collaborazione bruscamente interrotta quando lei gli tirò una torta in faccia), ma anche opinionista e attivista. Ha scritto numerosi libri, autobiografici ma anche romanzi gialli, e nel 1992 ha diretto il film thriller Cattive Ragazze. Dalla sua biografia I miei primi quarant’anni e suo libro La più bella del reame sono stati tratti le pellicole dirette da Cesare Ferrario, rispettivamente nel 1987 e nel 1989.

Marina Ripa di Meana è stata malata di cancro dal 2002 ed è morta il 5 gennaio 2018 all’età di 76 anni, sotto sedazione profonda come lei stessa aveva richiesto. Due mesi più tardi è deceduto anche il marito Carlo, a causa dello stesso male.

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