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Calcio nel caos per il Covid, interviene il premier Mario Draghi: a rischio il proseguo della Serie A

Mario Draghi ha chiamato il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina: chiesto di valutare lo stop alla Serie A o di giocare a porte chiuse.
mario draghi, il premier chiama gravina per fermare la serie a

Nell’Italia ripiombata nell’emergenza Covid-19 rischia di fermarsi anche il calcio e lo sport: dopo il caos della scorsa giornata del massimo campionato – la lega cadetta è già stata rinviata nelle scorse settimane – interviene ora anche il premier Draghi con una chiamata al presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina. Nessun imposizione, ma è stato chiesto di valutare misure drastiche.

Serie A a rischio, Mario Draghi chiama il presidente Gravina

Mario Draghi interviene a gamba tesa sulla complicata situazione del calcio italiano: secondo quanto riferito da fonti di Palazzo Chigi e riportato da Ansa, il premier ha telefonato al massimo esponente della Federcalcio, per affrontare il problema dell’emergenza Covid-19 e della variante Omicron che ha costretto al rinvio di molte partite nella scorsa giornata di campionato.

Draghi non avrebbe lanciato aut-aut, ma solo invitato Gravina ad assumere una posizione meno oltranzista rispetto alla possibilità di fermare tutto per qualche settimana.

A Gravina, Draghi avrebbe chiesto di valutare una delle due opzioni: lo stop totale della Serie A, oppure iniziare a giocare a porte chiuse, inasprendo così ulteriormente una misura entrata in vigore proprio in questi giorni e che aveva già limitato la capienza degli stadi al 50%.

Nel secondo caso, non si interverrebbe però sull’emorragia di casi che ha colpito numerose squadre.

Calcio nel caos, rinviate partite di Serie A: squadre in isolamento

La chiamata di Draghi arriva dopo alcuni giorni caldissimi sul fronte sportivo. Dopo lo scontro sulla scuola, con il ministro Bianchi che conferma il ritorno in presenza e il governatore De Luca che rinvia l’inizio a fine gennaio, anche lo sport preoccupa il governo. Il 20° turno di Serie A giocato alla Befana è stato infatti condizionato da numerosi rinvii: 4 le partite saltate – Fiorentina-Udinese, Atalanta-Torino, Bologna-Inter e Salernitana-Venezia – a causa dello stop dell’Asl alla trasferta delle squadre, dovuto a casi di positività riscontrati nelle squadre.

Ancora più complicata la situazione di Juventus-Napoli, con l’Asl 2 campana che ha formalmente messo in quarantena 3 giocatori del Napoli (Piotr Zielinski, Stanislav Lobotka e Amir Rrahmani) quando erano già in viaggio; gli stessi hanno potuto comunque giocare perché si è applicata una “quarantena soft” sui giocatori, contatti di positivi che non hanno ancora ricevuto la terza dose perché hanno finito il ciclo vaccinale da meno di 5 mesi.

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