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Riapertura delle scuole rinviata anche in Sicilia, Zaia invoca l’azione del Cts: “Sarà un calvario”

Anche la Sicilia prende provvedimenti sul fronte scolastico: la riaperture delle scuole è stata rinviata di qualche giorno. Luca Zaia chiede l'intervento del Cts.
riapertura delle scuole rinviata in sicilia

Il ritorno a scuola dopo le vacanze invernali diventa un caso: l’ondata senza precedenti dei casi da Covid-19 dovuti alla variante Omicron sta spingendo le autorità regionali a provvedere per conto proprio, rinviando la riapertura di qualche giorno o addirittura di settimane. Dopo la presa di posizione di Vincenzo De Luca in Campania, anche la Sicilia corre ai ripari.

Scuole chiuse fino a mercoledì 12 in Sicilia: accolta la richiesta dei presidi

Gli studenti di ogni ordine e grado non torneranno dietro ai banchi il 10 gennaio: a deciderlo è stata la task force tra Regione, sindaci, presidi e rappresentanti degli studenti in Sicilia.

Soprattutto i dirigenti scolastici, riportano le fonti locali, avevano chiesto il rinvio dell’apertura per qualche giorno, di modo da verificare gli aspetti organizzativi in vista di un periodo particolarmente complesso dal punto di vista pandemico. Il presidente regionale dell’Anp Maurizio Franzò, riferisce il Giornale di Sicilia, ha espresso le stesse preoccupazioni emerse anche durante i colloqui con il ministro Bianchi, unite a difficoltà pratiche nell’applicare le nuove misure.

Così, le scuole in Sicilia resteranno chiuse almeno fino a giovedì: non si ricorrerà neppure alla Dad, si apprende, perché il calendario regionale prevedeva già alcuni giorni extra di scuola rispetto ai 200 previsti.

Mercoledì 12 è prevista un’altra riunione della task force.

Scontro tra Governo e Regioni per la scuola: De Luca chiude tutto fino a fine mese

Il primo colpo in questo nuovo scontro tra Governo e Regioni per la scuola lo ha sparato ieri il presidente della Campania Vincenzo De Luca: “È irresponsabile aprire le scuole il 10 gennaio – ha detto – Per quello che ci riguarda non apriremo le medie e le elementari”. Poi ha aggiunto: “Dobbiamo approfittare di questi 20-25 giorni per fare un lavoro straordinario, e qui chiedo la collaborazione di presidi, docenti e pediatri, per avere non 20 giorni di riposo, ma per utilizzare al meglio queste giornate per sviluppare quanto più possibile la campagna di vaccinazione per i bambini più piccoli“.

Una posizione osteggiata dal ministro Bianchi, che ha ribadito: “Nessun ripensamento sul ritorno a scuola in presenza”. Lo stesso però ha voluto esprimere vicinanza ai presidi: “Siamo molto attenti a voci che ci arrivano dal Paese, ma anche dalle tante voci che ci dicono che la scuola debba restare in presenza – riporta AnsaAbbiamo una situazione differenziata nel Paese e la si affronta differenziando.

Abbiamo valorizzato l’autonomia dei dirigenti scolastici. Ma non si dica che vogliamo scaricare loro la responsabilità”.

Luca Zaia sulle scuole: “Abbiamo davanti uno scenario che sarà un calvario”

Drastico anche il governatore veneto Luca Zaia, che sulle scuole ha parlato così ad Ansa: “Penso sia fondamentale l’autorevole espressione scientifica del Cts, che stiamo ancora attendendo“. Si richiede un mano ancora più ferma, quindi, dal momento che “Abbiamo davanti uno scenario che sarà un ‘calvario’ per la scuola, tra insegnanti colpiti dal Covid, altri assenti per malattia, altri ancora no vax e nuove regole della Dad.

Insomma quella della scuola rischia d’essere una falsa apertura“.

Lunedì il premier Draghi terrà una conferenza stampa per spiegare meglio il nuovo discusso e controverso decreto, per allora ci si aspettano nuovi chiarimenti sul futuro del sistema scolastico, chiamato ad un nuovo difficile test di tenuta.

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