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Vittoria Puccini, da Elisa di Rivombrosa al grande successo: carriera e vita privata dell’attrice di Non mi lasciare

Vittoria Puccini è un'attrice di grande fama. La sua notorietà inizia con la sua performance nella fiction Elisa di Rivombrosa, in cui incontra il suo primo amore Alessandro Preziosi.
Vittoria Puccini

Vittoria Puccini è una delle attrici italiane maggiormente apprezzate dal pubblico. In molti la ricorderanno per il ruolo da protagonista nella serie televisiva Elisa di Rivombrosa, ma da allora ci sono state moltissime fiction. Intanto debutta Non mi lasciare, una nuova serie Rai che la vede protagonista.

Vittoria Puccini e il ricordo della madre

Vittoria Puccini è nata il 18 settembre 1981, a Firenze. I suoi genitori sono Giusto Puccini e Laura Morozzi, purtroppo scomparsa nel 2011 per un cancro. L’attrice ricorda la madre e la sua infanzia nella settima puntata dei podcast di Vanity Fair intitolato ‘Chiudi gli occhi e torna bambino’: “Se chiudo gli occhi e torno bambina, prima di vedere qualcosa sento – nitido, forte, qui – un profumo.

Ed è il profumo della cucina di mia madre. Mia madre che ora non c’è più e che allora, nonostante lavorasse, si occupava di noi, e cucinava tanto, per noi, e amava starsene lì, in tutta la sua bellezza, a guardarci giocare da quella cucina aperta che dava sul salone, e quando cucinava il suo profumo misto a quello del suo ragù si espandeva come una luce per tutta la casa di Firenze“.

Gli studi e l’inizio di una carriera di successo

Dopo aver terminato il liceo classico, Vittoria Puccini decide di intraprendere gli studi e si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza.

Senza aver sostenuto nessun esame, li abbandona capendo di non star prendendo la strada giusta per lei. Con il suo trasferimento a Milano, inizia una carriera come modella e attrice, con il suo debutto nel film Tutto l’amore che c’è nel 2000 e nella serie televisiva Elisa di Rivombrosa nel 2003. Proprio su quest’ultima l’attrice in un’intervista ad Oggi racconta di come in realtà inizialmente fosse stata scartata per il ruolo: “Continuavano a cercare Elisa e non la trovavano. Dopo qualche mese Cinzia mi volle rivedere, il provino andò bene e sono partita per quella magnifica avventura”.

Da lì in poi Vittoria Puccini acquista una grande fama.

Vittoria Puccini e le sue grandi interpretazioni 

Dopo Elisa di Rivombrosa l’attrice racconta di aver recitato in due film consecutivamente che hanno segnato in modo decisivo la sua carriera. Si tratta di C’era una volta la città dei matti di Marco Turco, in cui aveva un ruolo diverso rispetto all’eroina romantica che gli si era attaccato e con cui era nota. L’altro film è quello di Gabriele Muccino, Baciami ancora, in cui era andata a sostituire Giovanna Mezzogiorno.

Di particolare importanza per Vittoria Puccini è anche la sua performance in 18 regali, film di Francesco Amato del 2020, che le è valsa la nomination ai David di Donatello 2021. Tra le sue grandi interpretazioni nelle serie televisive si ricordano anche Tutta la verità, Anna Karenina ma anche l’ultimo grande successo La fuggitiva.

Vittoria Puccini e l’amore

Per quanto riguarda la vita privata dell’attrice, non si può non parlare della relazione avuta con il collega Alessandro Preziosi, incontrato nel set della serie che l’ha resa nota Elisa di Rivombrosa. I due sono stati insieme per ben 6 anni, e dal loro amore è nata Elena nel 2006.

In un’intervista a F ha dichiarato: “Perché è finita? È una questione di alchimia, di ingranaggio, io non tiravo fuori il meglio di lui e viceversa”.

Successivamente Vittoria Puccini ha una breve relazione con un altro collega, Claudio Santamaria. Ma l’amore ritorna con un altro ancora di uomo. Anche lui collega nello spettacolo, ma come direttore della fotografia, nel set di Anna Karenina, Fabrizio Lucci: “È un uomo posato: molto realizzato, sereno, senza frustrazioni, ansie, angosce” aveva raccontato l’attrice a Vanity Fair, e continua: “Con lui, la mia consueta sindrome della crocerossina non serve.

Io, abituata a subire il fascino del bello e dannato, non avevo mai provato tanta sicurezza nei confronti di una storia“.

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