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Berlusconi al Quirinale, già fallita l’operazione scoiattolo? Sgarbi fa i conti: “Ci vorrebbe un miracolo”

I sogni di Quirinale di Vittorio Sgarbi sarebbe arrivato alla fine: il centralinista Vittorio Sgarbi ha ammesso che l'operazione "scoiattolo" potrebbe essere già fallita.
Berlusconi al Quirinale, già fallita l'operazione scoiattolo? Sgarbi fa i conti: "Ci vorrebbe un miracolo"

Potrebbe già arenarsi la missione di Silvio Berlusconi per farsi eleggere Presidente della Repubblica del post-Mattarella. In vista delle votazioni del 24 gennaio, il Cavaliere e leader di Forza Italia ha iniziato a muovere i propri pezzi sulla scacchiera, ma proprio il cavallo mandato in avanscoperta, Vittorio Sgarbi, ora spegne gli entusiasmi svelando che al momento Berlusconi non avrebbe possibilità di ottenere i numeri. Il diretto interessato, però, sembra pensarla molto diversamente.

L’operazione scoiattolo di Berlusconi è fallita: lo svela il “centralinista”

Potrebbe durare meno di una settimana l’exploit di Berlusconi verso il Quirinale: dopo la riunione con Salvini e Meloni, il Centrodestra unito sembrava aver deciso di puntare sul Cavaliere ed ex Presidente del Consiglio.

Un nome estremamente divisivo, per la sinistra, che difficilmente potrà riuscire a convincere tutti gli elettori necessari per diventare il 13° Capo di Stato dell’Italia repubblicana. Nei giorni scorsi sono emersi alcuni “trucchi” con cui Berlusconi avrebbe avuto intenzione di tenere d’occhio la sua coalizione ed eventuali franchi tiratori e allo stesso tempo andare a caccia di nuovi voti nel gruppo misto.

Centrale il ruolo di Vittorio Sgarbi, in versione “centralinista”.

È stato lui stesso a dichiarare di aver iniziato un lungo giro di telefonate, tutte con lo stesso canovaccio: Sgarbi chiama, poi passa Berlusconi che sfoggia simpatia e charme per convincere della bontà della sua candidatura. Un piano definito “operazione scoiattolo” e che, ora, sarebbe già fallito. Il centralinista lo ha rivelato a Un giorno da pecora e ribadito poi a RaiNews24: “L’operazione scoiattolo si è fermata. Se fossi in Berlusconi, cercherei un altro nome per il Quirinale” riporta Adnkronos. E ancora: “Anche se facessi tutte le telefonate, magari mi risponderà la metà: non basterà.

Ci vorrebbe un miracolo, dovrebbero dire sì tutti quelli che chiamiamo“.

Berlusconi a corto di voti, ma non molla: “Sono ottimista”

Sgarbi ha candidamente ammesso che la caccia ai voti per portare Berlusconi al Quirinale ha subito una dura battuta d’arresto. Per ora l’operazione scoiattolo avrebbe portato a 15-20 voti, “ma non ce ne servono 50, ma 90 o 100“, sottolinea Sgarbi. Secondo le sue previsioni “il raccolto non potrà andare oltre i 35, a quel punto Berlusconi se decidesse di non esporsi potrebbe indicare un nuovo nome“.

E secondo il centralinista dovrebbe essere proprio lui a farlo, per non subire il contraccolpo e lasciare strada a Salvini – che avrebbe dato venerdì come termine ultimo per presentarsi coi voti necessari e incassare così il sostegno della Lega – e alla Meloni, restando protagonista della scelta.

Di mollare, però, il Cavaliere non ne avrebbe alcuna intenzione. Secondo quanto riferito da RaiNews24, Berlusconi avrebbe fatto sapere che niente è ancora perduto: “Non ho deciso ma sono molto ottimista, non deluderò chi mi ha dato fiducia“. Difficile però che l’ex premier possa andare avanti e far sbattere la nave contro uno scoglio fatto di voti mancanti.

Più probabile, se davvero l’operazione scoiattolo è destinata al fallimento, che cercherà di suggerire un nome che gli permetta di restare al centro della scena.

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