Cronaca Italia

Suicidi nel carcere di Pavia, la vita dei detenuti tra degrado e carenza di medici e guardie

Nel giro di un mese tre detenuti del carcere di Pavia si sono tolti la vita. Oggi una delegazione di avvocati denuncia il degrado della prigione e la mancanza di medici e guardie.
Suicidi nel carcere di Pavia, la vita dei detenuti tra degrado e carenza di medici e guardie

Nel carcere di Pavia Torre del gallo, di recente si sono tolti la vita ben tre detenuti nel giro di un mese e in questi giorni sono partiti i controlli per verificare le condizioni in cui versano gli individui che si trovano al suo interno. Una delegazione di avvocati ha infatti condotto delle indagini e il quadro che hanno descritto è piuttosto preoccupante, tra degrado delle strutture e la mancanza di medici che possano prestare assistenza ai detenuti o guardie che possano controllare le loro condizioni.

Carcere di Pavia, grave mancanza di medici e personale sanitario

Ciò che emerge dalla visita effettuata in questi giorni da una delegazione di avvocati e dal parlamentare Alessandro Cattaneo – presente sul posto insieme a Laura Cesaris, garante per le persone ristrette – è un quadro piuttosto preoccupante, fatto di grave mancanza di medici e personale sanitario ma anche di strutture alquanto degradate.

L’indagine è scattata in seguito alla recente vicenda che ha coinvolto la struttura penitenziaria, in cui nel giro di un mese ben tre detenuti si sono tolti la vita. Stando a quanto dichiarato dopo il sopralluogo – le persone si trovavano nel padiglione vecchio, dove in effetti si sono riscontrati i maggiori problemi.

Nei giorni in cui sono avvenuti i suicidi, si legge su vari giornali tra i quali AGI, era presente soltanto il direttore sanitario e nei giorni precedenti la situazione non era certo migliore. Nei mesi scorsi infatti 5 medici – degli 8 che lavoravano nel carcere – se ne sono andati a causa della paga insufficiente.

Ad influire sul clima di degrado è anche la carenza di altro personale medico; una delle vittime infatti aveva problemi di tossicodipendenza e il Serd – servizio che dovrebbe occuparsi di questi casi – non solo è aperto solo due giorni alla settimana ma a lungo ha visto la totale assenza degli assistenti sociali.

Preoccupa inoltre l’agibilità della struttura stessa, dove la maggior parte delle attività che dovrebbero provvedere alla rieducazione dei detenuti sono al momento sospese. Il teatro al momento ha problemi di infiltrazioni e al momento l’unico luogo in cui è possibile svolgere delle attività può ospitare solamente 35 detenuti (contro i 578 di entrambi i padiglioni della struttura). Non a caso la situazione è talmente ingestibile che, in passato, nello stesso carcere di Pavia, si sono verificate anche delle rivolte che hanno destato l’attenzione ma non hanno risolto affatto il problema.

Carcere di Pavia, la situazione dei rappresentanti della polizia penitenziaria

Non meno grave è la situazione dei rappresentanti della polizia penitenziaria di Torre del gallo, in questo momento piuttosto limitato e incapace di svolgere il proprio lavoro. Secondo l’indagine, l’organico è sottoposto ad una condizione affatto migliore: la palestra per gli agenti è del tutto inagibile e gli alloggi sono stati danneggiati dalle infiltrazioni – che ha anche comportato gravi problemi di muffa.

Un clima, insomma, in cui gli addetti non possono svolgere il proprio lavoro e che crea non poche tensioni; si può infatti supporre che proprio la situazione degli spazi riservati agli agenti abbia comportato la grave carenza di personale – e, di conseguenza, l’inadeguatezza della sorveglianza per i detenuti.

Un quadro che, comunque, è ben lontano dall’essere descrittivo soltanto del carcere di Pavia, dal momento che anche nelle settimane precedenti sono emersi quadri degradanti anche in altre strutture penitenziarie.

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