Politica

Elezione Quirinale, sesta votazione: Mattarella il più votato. Salvini e Conte al lavoro su Presidente donna

La sesta votazione per l'elezione del Presidente della Repubblica si è conclusa con un nulla di fatto e oltre 330 voti per Mattarella. Ora Salvini e Conte spingono per una Presidente donna.
Elezione Quirinale, sesta votazione: Mattarella il più votato. Salvini e Conte al lavoro su Presidente donna

La quinta giornata di elezioni per il Presidente della Repubblica si conclude con un preannunciato nulla di fatto: anche la sesta votazione non ha restituito il nome del post-Mattarella. Tra la debaclé del centrodestra sul nome della Presidente del Senato Casellati nel quinto scrutinio e la nuova chiama è passato troppo poco tempo per trovare un accordo, tuttavia qualcosa in serata si è mosso. Incontri in corso tra Salvini, Conte, Letta e Draghi. Il leader della Lega punta tutto su un nome femminile e spera di chiudere domani. Dubbi da Italia Viva e Forza Italia.

Elezioni Presidente della Repubblica, sesta votazione: la sinistra in bianco, la destra si astiene

La giornata di venerdì 28 gennaio per l’elezione del Presidente della Repubblica potrebbe rivelarsi fondamentale: non tanto per l’effettiva scelta del Capo dello Stato, ma perché il fallimento di Salvini e del centrodestra nel proporre un nome potrebbe costringere a sbloccare una situazione che sembra sempre più un’impasse.

Inutile e scontato, in questo senso, il risultato della sesta votazione iniziata alle 11, ma va sottolineato che buona parte del centrosinistra avrebbe disertato l’indicazione di votare in bianco, scegliendo invece di dare in massa un segnale chiaro scrivendo il nome di Mattarella, il più votato di questa chiama.

Questi i risultati dello spoglio alla sesta votazione per l’elezione de presidente della Repubblica:

  • Mattarella: 336
  • Di Matteo: 41
  • Casini: 9
  • Manconi: 8
  • Draghi: 5
  • Cartabia: 5
  • Belloni: 4
  • Astenuti: 445
  • Bianche: 106

Elezioni Quirinale, i partiti si incontrano: Salvini punta su un Presidente donna

Nel tardo pomeriggio di oggi, la situazione ha iniziato a sbloccarsi: sono iniziate a circolare notizie di incontri in corso tra Matteo Salvini, Giuseppe Conte e Enrico Letta. I leader di Lega, M5S e PD hanno provato a fare il punto della situazione e da quello che è emerso dal centrosinistra sono stati avanti quattro (soliti) nomi: il premier Draghi, Pierferdinando Casini, Elisabetta Belloni e l’immancabile Sergio Mattarella.

Indicativo il fatto che subito dopo sia arrivata la notizia di un incontro tra Salvini e Draghi: potrebbe essere in atto un tentativo di valutare la “promozione” del premier, ma l’ipotesi era stata esclusa sia da Lega che da M5S.

Salvini, poi, è uscito per parlare con i giornalisti e fare il riassunto della giornata: “Il centrodestra ha mantenuto la parola, ha messo a disposizione del Parlamento la più alta carica dello Stato dopo il Presidente Mattarella e mi spiace che la sinistra non sia neanche entrata in aula per dire come la pensa, perché avremmo avuto l’occasione di eleggere il primo Presidente donna della Repubblica italiana“.

Su questo punto, ha sparigliato le carte: “[…] Sto lavorando perché ci sia un Presidente donna ingamba non in quanto donna“. Salvini ha ributtato la palla nell’altro lato del campo, dichiarando che salvo nuovi veti e bocciature preventive, già domani si potrebbe chiudere la partita per il Quirinale.

Anche Conte con Salvini sul Presidente donna: cauto Letta

La proposta di Salvini sembra già trovare pieno sostegno in Giuseppe Conte, che si è augurato che il Parlamento dimostri la sensibilità necessaria per eleggere una donna al Quirinale.

Più cauto Letta, che si è limitato a dirsi “ottimista, non molto ottimista, non esageriamo“; poi ha aggiunto: “Secondo me è molto importante che si sia aperto il dialogo. Doveva accadere 4 giorni fa, abbiamo buttato via 4 giorni perché il centrodestra ha dovuto fare tutto un giro per arrivare al fatto che i numeri non ci sono per eleggere un presidente“.

Il nome più in voga per una Presidente donna sarebbe quello di Elisabetta Belloni, attuale direttrice generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza.

Proprio la carica è il principale ostacolo alla sua elezione per Matteo Renzi e Italia Viva, secondo cui un tecnico non può passare direttamente al Quirinale. Toni simili per Forza Italia che non vedrebbe di buon occhio due tecnici come Capo dello Stato e premier.

Potrebbe interessarti