Cronaca Nera

Omicidio Cerciello Rega, le frasi dei carabinieri contro i due aggressori: “Speriamo gli fanno fare la fine di Cucchi”

Subito dopo l'arresto di Gabriel Natale Hjorth circolarono sulle chat dei carabinieri alcune frasi molto forti sui due aggressori, che invitavano a usare violenza contro di loro.
Omicidio Cerciello Rega, le frasi dei carabinieri contro i due aggressori: "Speriamo gli fanno fare la fine di Cucchi"

È appena cominciato il processo a carico del carabiniere Fabio Manganaro, coinvolto indirettamente nel caso dell’omicidio Cerciello Rega ed accusato, più precisamente, di essere colui che bendò in caserma uno dei due arrestati, Gabriel Natale Hjorth.

Nel contesto processuale sono anche emersi alcuni messaggi scambiati tra alcuni carabinieri, di contenuto piuttosto grave, che suggeriscono l’ipotesi di usare violenza contro gli arrestati, ricordando in maniera inquietante ciò che è accaduto a Stefano Cucchi.

Omicidio di Cerciello Rega: la foto del bendaggio e le frasi contro gli arrestati

“Speriamo che gli fanno fare la fine di Cucchi”: questa è solo una delle frasi che vennero scritte via whatsapp ad alcuni carabinieri che, il 27 luglio 2019, ovvero il giorno dopo l’omicidio di Cerciello Rega, arrestarono Gabriel Natale Hjorth.

Il ragazzo, da subito identificato come uno degli aggressori di Cerciello Rega e del suo collega Andrea Varriale, fu portato in caserma e qui fu fotografato mentre era bendato e seduto su una sedia. Le foto e i video di Hjorth bendato divennero pubbliche e ne nacque un caso: è iniziato in questi giorni un processo a carico di Fabio Manganaro, il carabiniere che bendò il giovane americano, ora accusato di abuso di autorità.

Silvio Pellegrini, il carabiniere che diffuse la foto del bendaggio di Gabriel Natale Hjorth, è invece parallelamente stato rinviato a giudizio per abuso d’ufficio e violazione del segreto investigativo.

Natale Hjorth, le frasi contro uno degli aggressori di Cerciello Rega

Ora, nel processo a carico di Manganaro, sono emerse frasi di grave peso, che istigano alla violenza nei confronti dell’allora appena arrestato Natale Jhorth: si tratta di frasi scaturite da una rabbia collettiva per la morte del giovane collega, ma non per questo meno gravi.

“Squagliateli nell’acido” scrive qualcuno, mentre qualcun altro invita a massacrarli di botte, ed un altro scrive: “Non mi venite a dire arrestiamoli e basta. Devono prendere le mazzate. Bisogna chiuderli in una stanza e ammazzarli davvero”. A riportare le conversazioni è Il Corriere della Sera.

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