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Mario Cerciello Rega, chiesta riduzione di pena per Gabriel Natale Hjorth: organizzò il “cavallo di ritorno”

Pubblicato: 10/02/2022 16:11

Il procuratore generale Vincenzo Saverano ha avanzato una richiesta di pena per Finnegan Lee Elder e Gabriel Natale Hjorth nel contesto del processo d’appello nei confronti dei due condannati all’ergastolo in primo grado per l’omicidio di Mario Cerciello Rega, il carabiniere aggredito a coltellate, a Roma, nella notte tra il 25 ed il 26 luglio 2019.

Il procuratore ha chiesto una riduzione di pena per uno dei due condannati, mentre ha mantenuto la richiesta di ergastolo per l’altro.

Mario Cerciello Rega: il “cavallo di ritorno” e le coltellate

Nella notte del 25 luglio 2019, Mario Cerciello Rega ed Andrea Varriale si erano recati nel quartiere Prati a seguito di una soffiata: un pusher aveva infatti dichiarato che due ragazzi americani stavano facendo un tentativo di estorsione ai suoi danni. I due, a quanto pare, dopo essere stati ingannati e aver ricevuto aspirina anziché la droga che avevano cercato di comprare, avevano rubato il borsello del pusher ed ora chiedevano dei soldi per restituirlo. Si trattava del genere di operazione che in gergo viene definita “cavallo di ritorno” e Varriale e Cerciello Rega erano andati nel posto in cui i due avevano organizzato l’incontro con il pusher. Lì, nel giro d pochi secondi, il dramma: uno dei ragazzi, Finnegan Lee Elder, ha colpito Cerciello Rega con 11 coltellate, infliggendone 2 mortali, mentre l’altro carabiniere veniva aggredito da Gabriel Natale Hjorth, l’altro ragazzo.

La versione di Varriale: come è morto Mario Cerciello Rega

Mario Cerciello Rega è morto in ospedale quella notte: subito dopo i due aggressori sono stati arrestati e sottoposti a processo, per essere fine condannati entrambi all’ergastolo. In sede di appello il procuratore generale ha dichiarato: “Si è inflitta una sofferenza senza alcuna pietà su un carabiniere, con 11 coltellate, affondando fino alle costole (…)  i due ragazzi americani hanno reagito immediatamente perché erano ben consapevoli che stavano commettendo un’azione illegale, Elder e Hjorth temevano di essere arrestati” La versione di Varriale viene ritenuta credibile, benché inizialmente ci fossero stati dei dubbi perché il carabiniere aveva detto di avere con sé la pistola, mentre pare non fosse così.

Il procuratore ha anche spiegato il perché della richiesta della riduzione di pena per Gabriel Natale Hjorth: “Hjorth ha programmato tutto l’intervento, ma non è l’autore materiale. Per questo, chiedo la riforma della sentenza di primo grado con il riconoscimento delle attenuanti generiche”.

La famiglia Elder: “Confidiamo che venga accertata la verità” – Aggiornamento

Gli avvocati della famiglia Elder, tramite una nota rilasciata dai legali, ha fatto presente che: “L’appello è appena iniziato e confidiamo che venga accertata la verità di quello che è accaduto quella sera. Spiace che nella requisitoria del procuratore generale si sia evitato di affrontare tutte le obiezioni delle difese, ma riteniamo che già nelle carte ci siano tutti gli elementi è una volta valutati i fatti per come sono andati veramente ci sarà una valutazione differente e imprescindibile“.

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Ultimo Aggiornamento: 10/02/2022 18:05