Cronaca

Referendum per l’eutanasia, domani l’Italia può scoprirsi laica e democratica: “È un’occasione unica”

Due anni dopo la modifica dell'articolo 580, la Corte Costituzionale è chiamata a decidere sull'ammissibilità del referendum sull'eutanasia legale: una battaglia necessaria per uno stato laico e democratico.
Referendum per l'eutanasia, domani l'Italia può scoprirsi laica e democratica: "È un'occasione unica"

Domani, 15 febbraio 2022, potrebbe essere una data storia per l’Italia: la Corte Costituzionale è chiamata a giudicare l’ammissibilità di 8 referendum, tra cui quello proposto dall’associazione Luca Coscioni sulla legalizzazione dell’eutanasia. Sono ore fondamentali per dare ai malati il diritto e la dignità di una “buona morte”.

Verso il referendum sull’eutanasia legale: lo chiedono 1.239.423 cittadini

Sono passati 2 anni da quando la Corte ha modificato l’articolo 580 del Codice Penale in materiale di aiuto al suicidio: la sentenza 242/2019 lo ha dichiarato parzialmente incostituzionale e aperto la strada verso il suicidio medicalmente assistito in determinate circostanze, ma non basta.

È infatti tempo che si faccia un passo in più verso la libertà di scelta, verso la dignità di vita e di morte. Tra gli 8 quesiti che verranno discussi domani, ci sarà anche quello sul referendum per l’eutanasia legale: una battaglia portata avanti nel nome di Eluana Englaro, Piergiorgio Welby, DJ Fabo e quanti altri soffrono e non possono, in piena coscienza, porre fine alle proprie insostenibili sofferenze.

Il referendum chiede una modifica dell’articolo 579 del Codice Penale. “Chiunque cagiona la morte di un uomo, col consenso di lui – recita la norma – è punito con la reclusione da sei a quindici anni“: da queste parole, scritte nel 1930, il mondo è radicalmente cambiato innumerevoli volte.

La medicina ha permesso di porre un fermo alla morte anche in quei casi in cui di vita non c’è traccia: una stortura del progresso moderno che il referendum sostenuto da 1.239.423 cittadini vuole risolvere. Nello specifico, si vuole modificare l’articolo di modo da considerare l’aiuto al fine vita omicidio solo se:

  1. Contro una persona minorenne;
  2. Contro una persona inferma di mente, o che si trova in condizioni di deficienza psichica, per un’altra infermità o per l’abuso di sostanze alcooliche o stupefacenti;
  3. Contro una persona il cui consenso sia stato dal colpevole estorto con violenza, minaccia o suggestione, ovvero carpito con inganno.

Eutanasia per un Italia laica e democratica: “Abbiamo un’occasione unica

Ore di attesa anche per i sostenitori della proposta, l’associazione Luca Coscioni di cui fa parte Marco Cappato, colui che ha accompagnato in Svizzera DJ Fabo perché potesse ricorrere al suicidio assistito. Dalla pagina Instagram della campagna, ci si augura che l’Italia da domani possa riscoprirsi non solo laica, ma anche democratica.

Il principale ostacolo potrebbe essere una certa tendenza della Corte Costituzionale a soggettivizzare e politicizzare i pareri sui referendum: “È chiamata ad applicare la Costituzione, questa dice che non si possono effettuare referendum ‘per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali‘” ricorda Eutanasia_Legale.

Tuttavia, “la Corte ha però creato autonomamente una serie di criteri di ammissibilità che non sono scritti nella Costituzione“: criteri soggettivi e interpretabili come chiarezza, univocità, omogeneità, contenuto non costituzionalmente obbligato e non costituzionalmente necessario.

Chi può stabilire cosa è necessario o meno per lo Stato e i suoi cittadini, specialmente quelli malati? Di fronte a questo rischio, l’associazione si augura che questa possa essere un’occasione per “spezzare il circolo, che rischia di essere vizioso, di disinteresse per la politica, colmando la distanza tra le persone e la democrazia che le rappresenta“.

Dire sì all’eutanasia legale, in nome del principio di autodeterminazione

C’è tanto, in gioco: un diritto, una possibilità di scelta, ma anche “la possibilità per le persone di partecipare e decidere sui temi che gli eletti in Parlamento da sempre evitano di risolvere“, come dimostra l’ennesimo rinvio della Camera sulla discussione per il fine vita.

C’è chi prova a contrastare questo immobilismo politico, per costruire una società in cui il principio supremo sia quello ricordato oggi dal presidente emerito della Corte costituzionale Gaetano Silvestri su La Stampa: “Vivere in unione con gli altri, senza annullare la propria individualità, base ineliminabile perché abbia senso parlare di libertà e democrazia“.

Nella sua intervista ricordata in queste ore dall’associazione Luca Coscioni, il presidente Silvestri ricorda che “L’esito positivo del referendum non precluderà certamente al legislatore la possibilità di costruire una riforma organica di tutto il complesso di principi, regole e rapporti, personali e istituzionali, collegati alla tematica generale dl fine vita“. In sostanza, modificare l’articolo 579 del Codice Penale non toglierà al Parlamento la possibilità di farsi coraggio e fare quel passo decisivo verso il “principio di autodeterminazione dell’individuo, nucleo duro di una cultura liberale“. Un principio invocato da oltre un milione di cittadini e che domani potrebbe finalmente essere ricordato, capito e rispettato.

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