Cronaca

Referendum sull’eutanasia, che cos’è e che cosa prevede: attesa la decisione della Corte Costituzionale

La Corte Costituzionale deciderà sull'ammissibilità del referendum sull'eutanasia. Perché si tratta di una decisione di fondamentale importanza e cosa si indica con il termine "eutanasia".
Dj Fabo

Febbraio potrebbe rappresentare un mese storico per i diritti in Italia, perché la Corte Costituzionale è stata chiamata a esprimersi sull’ammissibilità di 8 referendum, tra cui quello relativo all’eutanasia supportato da oltre 1.200.000 persone. Ecco che cosa chiede questo referendum e che cosa si intende quando si parla di eutanasia.

Referendum sull’eutanasia, cosa succede il 15 febbraio e quali sono le richieste

Il referendum per l’eutanasia è stato sostenuto da più di 1 miliardo di persone, le cui firme sono state depositate in Cassazione nel mese di ottobre scorso. Ora la Corte Costituzionale dovrà pronunciarsi sulla sua ammissibilità in data 15 febbraio.

Questo referendum intende chiedere l’abrogazione dell’articolo 579 del Codice Penale, risalente al 1930, che recita: “Chiunque cagiona la morte di un uomo, col consenso di lui, è punito con la reclusione da sei a quindici anni”. In particolare, si richiede l’abolizione del reato di omicidio per chi aiuta a morire una persona che si trova in condizioni di sofferenza insopportabile e irreversibilità della patologia, con il suo consenso. La richiesta però mantiene le disposizioni relative all’omicidio, contenute nell’articolo originario come aggravanti, se il fatto è commesso:

  • Contro una persona minorenne;
  • Contro una persona inferma di mente, o che si trova in condizioni di deficienza psichica, per un’altra infermità o per l’abuso di sostanze alcooliche o stupefacenti;
  • Contro una persona il cui consenso sia stato dal colpevole estorto con violenza, minaccia o suggestione, ovvero carpito con inganno.

Eutanasia e suicidio assistito: cosa è legale in Italia e che cosa significano questi termini

Il referendum sull’eutanasia è promosso dall’associazione Luca Coscioni ed è sostenuto da molte altre associazioni e partiti, ad esempio +Europa, Possibile, Radicali italiani e Sinistra Italiana.

L’eutanasia è una questione di fondamentale importanza in tema di diritti umani perché riconosce il diritto a una “buona morte”, questo il significato del termine, che può implicare la scelta consapevole di porre fine a sofferenze senza possibilità di fine e all’irreversibilità di una patologia. Con il termine eutanasia si indicano gli interventi medici di somministrazione diretta di un farmaco letale al paziente che ne fa richiesta e che rispetta determinati requisiti. In Italia attualmente è illegale. Il nostro Paese consente, in seguito alla sentenza 242/2019 della Corte costituzionale, il suicidio medicalmente assistito.

Si tratta dell’aiuto indiretto a morire da parte di un medico. Chi intende richiederlo deve:

  • essere pienamente capace di intendere e volere;
  • avere una patologia irreversibile portatrice di gravi sofferenze fisiche o psichiche;
  • sopravvivere grazie a trattamenti di sostegno vitale.

La scelta della Corte Costituzionale sul referendum cade molto vicina al 9 febbraio, data in cui Eluana Englaro si spense nel 2009 dopo aver trascorso 17 anni in stato vegetativo, tenuta in “vita” da macchinari e nutrita con un sondino naso-gastrico.

Il diritto all’eutanasia come atto di umanità ed empatia

Il diritto all’eutanasia, a una buona morte, è il diritto a rinunciare a cure che tengono la persona in vita a tutti i costi, quando la “vita” è in realtà un susseguirsi di sofferenze insopportabili e a morire, oltre al corpo se non fosse attaccato alle macchine, è la speranza, per cui assistenza artificiale non esiste. Il referendum sull’eutanasia intende permettere a tutte le persone di disporre della propria vita fino alla fine, lasciando la piena libertà di scelta anche nelle situazioni più drammatiche. È un diritto e come tale non toglie nulla a chi non ne condivide la posizione, ma che può rappresentare tutto per chi invece si trova in una situazione senza via d’uscita.

Scegliere di consentire lo svolgimento di questo referendum e scegliere di sostenerlo non è una decisione politica, è un atto di umanità, un esercizio di empatia verso chi vorrebbe scegliere, ma non ha più voce per essere ascoltato.

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