Cronaca Nera

David Rossi, l’ ex presidente MpS Mussari sui biglietti d’addio: “Non era il modo di esprimersi de David che conoscevo”

L'ex Presidente MpS Giuseppe Mussari ha raccontato del suo rapporto professionale e di amicizia con David Rossi, sbilanciandosi su alcuni dettagli riguardanti la sua morte.
David Rossi, il Pm Nastasi nega di essere stato nel vicolo la sera della morte, ma spunta una foto

Giuseppe Mussari, ex presidente del Monte dei Paschi di Siena, ha parlato oggi alla commissione parlamentare che si sta occupando del caso David Rossi, e che la scorsa settimana aveva convocato per un’audizione il pm Antonino Nastasi. Se da quell’audizione sono scaturite dichiarazioni e fatti che hanno dato molto su cui riflettere (tanto che la procura di Genova ha deciso di convocare Nastasi come persona informata sui fatti, nel contesto dell’inchiesta bis sul lavoro della procura di Siena sul caso Rossi), l’audizione di Mussari non è stata da meno.

David Rossi, collega stimato e amico fraterno: il ricordo di Mussari

L’ex Presidente MpS Giuseppe Mussari, fraterno amico di David Rossi, ha parlato con chiarezza e cuore aperto, fornendo a più riprese un ritratto dell’amico e collega, ed esprimendosi per la prima volta lungamente su quanto accaduto prima e dopo la morte del manager precipitato dalla finestra del suo ufficio.

Giuseppe Mussari ha parlato per più di 3 ore: è arrivato davanti alla commissione parlamentare fornito di appunti e carte, propenso a dare informazioni e rispondere correttamente. Ciò che però si coglie subito, di Mussari, non è ciò che sa, ma ciò che sente: fatica a parlare di David Rossi la cui morte -non lo ha mai nascosto- è per lui ferita insanabile.

A piú riprese spiega che per via dello scandalo MpS e della sua critica posizione nei confronti della banca (della quale non era più presidente già dall’aprile 2012) lui e Rossi, benché molto amici, non si parlavano: non per tensioni reciproche, ma per la necessità di mettere tra di loro una distanza che permettesse a Rossi di non essere compromesso dai guai dell’amico. Nonostante il silenzio che era calato su di loro, l’affetto non era mai scemato. Ora, a distanza di molti anni, Mussari spiega di non aver mai avuto la forza di leggere le carte delle indagini, né di affrontare molti dei dettagli della morte di Rossi che, quantomeno parzialmente, sono diventati pubblici: il video della morte, le foto del cadavere, i dettagli sul suo corpo distrutto dallo scontro con il terreno.

 

Giuseppe Mussari sui biglietti: “Non era il modo di esprimersi di David”

Giuseppe Mussari procede con cautela e non si sbilancia sull’ipotesi suicidaria: dice, però, che alcuni dettagli della sua morte non coincidono con ciò che lui sapeva di David Rossi: “La mia sensazione è che quello non era il modo di esprimersi del David che io conoscevo”, dice in merito ai celeberrimi biglietti ritrovati nell’ufficio del manager, e che dicevano, fra le altre cose: “Toni amore mio ti chiedo scusa”, parole mai usate dall’uomo, come detto anche dalla vedova Antonella Tognazzi in passato.

Mussari mette in dubbio l’idea stessa che Rossi potesse voler lasciare dei biglietti: “La cosa che ci legava di più era il silenzio. Due parole sono troppe e una è ultronea. David non ti veniva a chiedere niente, tu dovevi capire se aveva bisogno di una bottiglia d’acqua”.

Non dice, Mussari, se crede che si possa parlare concretamente di omicidio, ma spiega una frase misteriosa che lui stesso disse durante un’intervista a Le Iene e che molto ha fatto discutere: Per me quello che fa Antonella è vangelo.

La frase, spesso, è stata interpretata come un tacito consenso della tesi di Antonella Tognazzi e della famiglia Rossi, ovvero che il manager non si sia suicidato. Spiega invece Mussari: “Io non posso che stare dalla loro parte, ignorando le ragioni che li muovono: ci sono per scelta ontologica, per essenza della mia natura in relazione al rapporto che avevo con David. Quando avrò la forza per affrontare direttamente questa cosa e quindi le carte, il vostro lavoro…sarò felice di dare la mia opinione.

Ma a prescindere dalla mia opinione, io di là devo stare”.

L’ultimo gesto di somma fedeltà nei confronti di un amico mai davvero abbandonato, spiega Mussari: “Se Antonella sta di là io sto di là perché David mi avrebbe immaginato di là”.

Giuseppe Mussari sui festini: “Non era nella sua natura”

Appare avere poco senso, per Mussari, anche la tesi che Rossi fosse venuto a conoscenza di festini a sfondo sessuale e che per questo fosse diventato scomodo per qualcuno:David in un festino?!? Se avesse saputo di qualcosa di men che lecito sarebbe andato in procura a denunciarlo. Non era nella sua natura, non ricordo un apprezzamento seppur galante, o scevro da qualsiasi istinto maschilista, nei confronti di una bella donna. La cifra dello stile era questa. Non lo vedo neanche dentro una discussione di questo genere”.

Per Giuseppe Mussari, David Rossi era estraneo allo scandalo MpS, e non era a conoscenza di fatti che potessero interessare i magistrati (anche se spiega di non avere la certezza di cosa sapesse dopo l’aprile 2012). Non ha spiegazioni sulla sua morte, non ha opinioni forti: solo fatti da ricordare e dati da fornire. Per tutta l’audizione si percepisce la difficoltà che ha nel parlare di un dolore mai sopito: si deve fermare e trattenere le lacrime quando ricorda alcuni episodi della loro amicizia, o qualche difetto di David che lui conosceva molto bene. Spiega, più volte, che parlare è per lui uno sforzo inaudito, ma che lo vuole fare: quando ne avrà la forza mettere mano alle carte sul caso Rossi e allora sì, anche lui, si sbilancerà in merito alla drammatica fine del suo amico.

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