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Mario Draghi furioso contro i partiti di maggioranza per Milleproroghe e bollette: “Non tiro a campare”

Dopo gli ostacoli su decreto Milleproroghe e bollette, Mario Draghi ha affrontato i capi delegazione dei partiti di maggioranza: clima teso nel Governo.
Mario Draghi furioso contro i partiti di maggioranza per Milleproroghe e bollette: "Non tiro a campare"

Possibile incrinatura nel Governo di Mario Draghi: secondo quanto filtra da fonti governative, in serata il premier ha affrontato a viso aperto i partiti che compongono la sua maggioranza, senza nascondere delusione per quanto accaduto sul decreto Milleproroghe e soprattutto quello urgente sul tema bollette.

Mario Draghi vede Mattarella e poi bacchetta i partiti: il monito del premier

Una tempesta che nessuno aveva visto arrivare: così viene descritta in queste ore la sfuriata – composta nei modi come suo solito – del premier Mario Draghi contro la maggioranza. Dopo essere tornato da Bruxelles, dove in giornata si è tenuto un Consiglio Europeo sulla questione Russia-Ucraina, Draghi è salito al Colle per parlare con Mattarella.

Secondo quanto riferito da Adnkronos citando fonti governative, prima avrebbe convocato i capi delegazione dei partiti, convinti che con il Presidente Mattarella avrebbe discusso dei temi caldi internazionali e della possibile guerra sul fronte ucraino. Invece, con Mattarella il premier avrebbe discusso di alcune storture che non gli sono andate giù.

Nella notte di ieri, infatti, il Governo è andato sotto 4 volte in commissione affari costituzionali e bilancio a Montecitorio: sul tavolo c’era il decreto Milleproroghe, i fondi per la bonifica dell’ex Ilva e non ancora – questo il punto più scottante – il decreto bollette per far fronte al drammatico caro energia, sul quale nella serata di oggi sarebbe arrivato l’ok ad interventi per 5-6 miliardi di euro senza scostamento di bilancio.

Due temi fondamentali per Draghi, che avrebbe quindi bacchettato i partiti.

Draghi ai partiti: “Non sono qui per tirare a campare

Ai capi delegazione, Draghi non avrebbe nascosto questo malumore: l’ex presidente della Bce, riporta sempre Adnkronos, seccato avrebbe detto che “Questo governo non sta qui per tirare a campare“.

Ai partiti avrebbe elencato gli ostacoli sulle varie proposte – delega fiscale, appalti, concorrenza – che stanno trovando ostacolo e ricordato: “Il governo è nato per fare le cose, è stato voluto dal Presidente Mattarella con questo obiettivo“.

Secondo quanto riportato citando fonti governative, sarebbe quindi calato il gelo. Draghi ha invitato quindi a compattarsi: con una maggioranza così ampia, per il premier è inconcepibile che possano mancare i voti in Parlamento e tutte le forze di maggioranza sono chiamate a fare quadrato e andare avanti, per portare a termine i progetti dell’esecutivo – Pnnr su tutti – prima della fine della legislatura e quindi senza doppiogiochismi elettorali.

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