Cronaca dal Mondo

Biden: “Sono convinto che la Russia invaderà l’Ucraina”. Tensione alle stelle, soldato ucraino ucciso nel Donbass

Il presidente Biden annuncia che la Russia sarebbe pronta a invadere l'Ucraina, mentre nel Donbass continuano gli scontri: evacuati i civili dalle città separatiste, ucciso un soldato ucraino.
joe biden

Non cala la tensione in Ucraina, dove continuano i combattimenti nella regione del Donbass. Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden si è dichiarato convinto che la Russia di Vladimir Putin sia pronta a invadere il vicino, aprendo di fatto un conflitto catastrofico per l’Europa. Nonostante le rassicurazioni del Cremlino, che nega la volontà di invasione, i separatisti filo-russi nell’Est del Paese hanno chiamato a una mobilitazione generale, evacuando nel frattempo donne e bambini. Un treno con circa mille rifugiati è arrivato a Rostov, nella Russia meridionale, mentre a Donetsk e Lugansk si registrano esplosioni.

Biden convinto che Putin sia pronto a invadere: “Mirano a Kiev”

Il presidente Biden dalla Casa Bianca ha esposto le sue preoccupazioni per quella che ritiene la sempre più certa invasione russa dell’Ucraina. Il presidente ha dichiarato che le fonti dell’intelligence fanno supporre che “le forze russe stanno pianificando e intendono attaccare l’Ucraina nella prossima settimana, nei prossimi giorni“, come riporta il New York Times. Per Biden l’obiettivo “è la capitale ucraina, Kiev, una città di 2.8 milioni di persone innocenti“.

Alle rassicurazioni del Cremlino, che ha bollato come “isteria” la presunta volontà di invasione, Biden replica di essere convinto che Putin “ha preso la sua decisione“.

In un tweet, il presidente statunitense ha rimarcato la sua posizione: “Il popolo americano è unito. L’Europa è unita. La comunità transatlantica è unita. L’intero mondo libero è unito. La Russia ha una scelta – tra guerra e tutte le sofferenze che questa porterebbe – o diplomazia che renderà il futuro più sicuro per tutti“.

Tweet di Joe Biden

Soldati russi al confine: per il Pentagono sono pronti all’attacco

Le preoccupazione di Biden sarebbero confermate dal Pentagono, le cui fonti avrebbero fatto sapere alla stampa che i 150mila soldati russi che si troverebbero al confine con l’Ucraina sarebbero pronti a combattere.

Secondo i militari statunitensi, il 40% circa delle truppe russe si sarebbe schierata in “posizione d’attacco”. La totalità della presenza di soldati russi al confine viene inoltre quantificata in 190mila unità, includendo i separatisti filo-russi.

Ucraina, nel Donbass evacuazioni di civili: ucciso un soldato ucraino

La situazione rischia di precipitare nel Donbass, dove la popolazione civile sta evacuando dalle città di Donetsk e Lugansk, autoproclamatesi repubbliche indipendenti da Kiev.

Almeno mille rifugiati tra donne e bambini sono arrivati nella città russa di Rostov, dove sarebbe stato introdotto lo stato di emergenza. Secondo i leader dei separatisti, l’evacuazione si è resa necessaria per il timore che il premier ucraino Zelensky sia prossimo a invadere il Donbass, dove è stato ucciso un soldato ucraino nelle scorse ore durante i combattimenti con le milizie filo-russe.

Mobilitazione generale dei riservisti filo-russi

A Donetsk, riporta Reuters, sarebbero state registrate diverse esplosioni nel nord della città nella mattinata di sabato, ma la loro natura non sarebbe al momento chiara.

I separatisti hanno inoltre dichiarato una mobilitazione generale, secondo Associated Press.

Denis Pushilin, leader delle milizie filo-russe della regione di Donetsk, in una dichiarazione ha sollecitato i riservisti di dirigersi ai commissariati militari.

L’Europa sul filo: rassicurazioni di von der Leyen sul gas

L’Unione europea si trova nel mezzo di questo durissimo confronto, cercando di seguire la strada della diplomazia per evitare che il contenente precipiti in un conflitto potenzialmente disastroso. Nel frattempo, la preoccupazione immediata è assicurare le riserve di gas, con l’Italia nella posizione di Paese più esposto alla possibile chiusura dei rubinetti.

Lo ha sottolineato ieri dallo stesso Mario Draghi, che ha chiesto che le sanzioni contro la Russia non riguardino le esportazioni energetiche.

Una preoccupazione condivisa anche da Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea. Le sanzioni sarebbero state concordate con gli alleati, ha dichiarato la presidente durante la Conferenza di Monaco, ma le riserve di gas sarebbero “al sicuro“. Von der Leyen spiega con un tweet che sono state preparate “sanzioni che possono avere severe conseguenze per Mosca in caso di attacco militare“, e che l’intenzione è “diversificare le scorte e le risorse per rendere l’Europa più indipendente a livello energetico“.

Tweet di von der Leyen

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