Politica

Vladimir Putin, ascesa e passato politico del Presidente russo rieleggibile fino al 2036 in guerra con l’Ucraina

Ex membro dei servizi segreti ai tempi dell'URRS, Primo Ministro e Presidente, Vladimir Putin è al potere in Russia dal 1999, appassionato di sport e con un nome circondato da controversie.
Vladimir Putin, ascesa politica, i 4 mandati presidenziali e il referendum che gli permette di stare al potere fino al 2036

Vladimir Putin, Presidente della Federazione Russa è un uomo spesso definito controverso, accusato di autoritarsimo, di voler creare il culto della personalità (la propria), di omofobia e malversazione. È protagonista delle ultime ore di cronaca internazionale a seguito della sua decisione di muovere le truppe armate contro l’Ucraina di Zelensky.

Vladimir Putin, seppur con cariche e ruoli differenti, è alla guida del Paese dal 1999, anno in cui è stato prima Primo Ministro e poi Presidente della Federazione Russa.

Vladimir Putin e i rapporti con il KGB

Nato a Leningrado il 7 ottobre 1952, Vladimir Vladimirovič Putin ha raccontato nella sua autobiografia di aver vissuto in condizione di estrema povertà in una kommunaika (vecchio tipo di abitazione sovietica dove più nuclei famigliari condividevano la stessa abitazione dormendo in uno o due locali e condividendo servizi, cucina…).

Il nonno paterno era un cuoco che ha lavorato a servizio di Lenin e Stalin in una dacia, la madre era un’operaia e il padre, Vladimir Spiridonovič Putin, è stato nell’esercito servendo come sommergibilista nella marina militare sovietica negli anni ’30 e, nel dopoguerra ha lavorato per il commissariato del popolo per gli affari interni e infiltrato in un gruppo di sabotatori.

Laureatosi in diritto internazionale nel 1975 presso l’Università statale di Leningrado, (tra i suoi studi si annoverano anche un Master di I livello in economia presso l’istituto minerario di San Pietroburgo) già membro del partito comunista viene arruolato nel KGB, dove inizialmente è un membri e col tempo è diventato dirigente e ufficiale dei servizi segreti sovietici con il grado di colonnello. Resta al servizio del KGB dal 1975 al 1991 vivendo a Dresda.

Putin ha prestato servizio anche nella Repubblica Democratica Tedesca come membro della Stasi, utilizzando un’identità sotto copertura (come interprete) ha redatto diversi rapporti a Mosca.

L’ascesa politica di Vladimir Putin in Russia

Dopo aver lasciato il KGB, rassegnando le sue dimissioni dopo un tentato colpo di stato nei confronti di Gorbačëv, inizia l’ascesa politica di Putin inizia nel 1990 quando viene nominato dal sindaco di San Pietroburgo consigliere per gli Affari Internazionali, occupando di promuovere i rapporti internazionali e cercare di attrarre investimenti stranieri. Durante il suo mandato Putin è stato sottoposto ad una commissione d’inchiesta a causa dei prezzi eccessivamente bassi che aveva concesso per l’esportazione di metalli non ferrosi ad aziende straniere in cambio di aiuti alimentari per la città mai arrivati (il valore era di circa 93 milioni di dollari).

Nonostante era stato proposto di rimuoverlo dalla carica, Putin è rimasto al suo posto fino al 1996.

Nel 1996 Putin si sposta a Mosca dove diventa capo delegato del Dipartimento per la Gestione della Proprietà Presidenziale sotto Pavel Borodin e poi, nel 1997 sotto Boris Nikolaevič El’cin, capo del Personale Presidenziale. Resta in carica fino al 1998.

I mandati presidenziali e la possibilità di rielezione fino al 2036

Prima di iniziare l’ascesa che lo ha portato alla carica presidenziale e di Primo Ministro, si registrano ancora cariche come quella di primo delegato capo del personale presidenziale per le regioni, presidente della commissione per la preparazione degli accordi sulla limitazione del potere alle regioni, capo del FSB (che ha sostituito il KGB), membro permanente del Consiglio di Sicurezza della Federazione Russa.

Il 9 agosto 1999 Vladimir Putin diventa primo deputato e, successivamente, Primo Ministro del governo di Boris El’cin. Il rapporto con El’cin ha fatto sì che quest’ultimo esprimesse il desiderio di vederlo come suo successore, rassegnando le dimissioni il 31 dicembre 1999 in modo improvviso.

A quel punto, come previsto dalla costituzione, Putin è diventato presidente ad interim e, con le elezioni del 26 marzo, Putin ha vinto la prima tornata elettorale giurando poi come Presidente il 7 maggio del 2000. Nel corso del quadriennio si è registrata una forte stabilità politica, grazie alla presenza del primo ministro Kas’janov, cambia l’inno della Federazione Russa che passa da quello di Glinka senza testo a quello del ’44 di Aleksandrov con testo di Michalkov. Nel corso del primo mandato Putin ha anche promulgato leggi riguardanti garanzie per i precedenti presidenti e le famiglie, la possibilità per il Presidente di revocare i mandati ai vari capi federali.

Nel 2008 sotto la presidenza di Medvedev, Putin torna alla carica di Primo Ministro, per poi tornare Presidente della Federazione Russa dal 2012 a oggi. Tra le altre riforme si ricordando quelle volte alla privatizzazione di importanti imprese statali, riforme in ambito pensionistico, bancario e fiscale, ha incrementato la produzione industriale, agricola e delle esportazioni, e si è reso protagonista di una energica campagna anti-corruzione.

Sul piano diplomatico, gli anni al governo di Putin hanno segnato una forte attività diplomatica di apertura nei confronti di Cina, India e anche gli Stati Uniti della Presidenza Bush, raffreddatesi a seguito della volontà di Bush di riprendere il progetto di difesa antimissile ma positivi durante gli anni della guerra al terrorismo.

Per sempre Presidente

Spesso Vladimir Putin viene indicato con l’appellativo di Zar, questo perché, grazie ad un referendum promosso nel 2020, ha dato il via ad una riforma costituzionale che ha permesso a Putin di essere rieletto per altri due mandati. Come? Rompendo il vincolo del secondo mandato presidenziale consecutivo. In questo modo Putin potrà restare al potere fino al 2036.

Le diverse controversie con protagonista Putin

A Vladimir Putin sono state rivolte le accusi più diverse, ad esempio ci sono quelle di autoritarismo promosse da organizzazioni no profit e oppositori politici che identificano Putin come autoritario, dittatoriale e oligarchico. Questo soprattutto in merito alla politica adottata in Cecenia e alle accuse di voler sopprimere la libertà d’espressione, basti pensare ad esempio alle repressioni delle rivolte del 2021 a sostegno di Navalny. Accanto a queste c’è l’accusa di voler creare un culto della personalità.

Sempre intorno alla figura di Putin ruotano accuse di peculato e malversazione per la quantità di mobili e immobili a sua disposizione che sono a spese dello Stato. Tra i tanti ci sarebbe la presunta tenuta costruita in Crimea e denunciata anche da Navalny, sul Mar Nero e del valore di 1miliardo di euro.

La controversia forse più grave è quella relativa alla “propaganda” contro i diritti LGBTQI+. Il governo Putin ha promosso diverse leggi definite omofobe dagli oppositori e l’impossibilità nel Paese di parlare di difesa dei diritti degli omosessuali, parlare di parità di diritti…Putin ha risposto alle accuse parlando di “un problema demografico da risolvere”.

Moglie, figlie di Vladimir Putin e la passione per lo sport

Putin è stato sposato con Ljudmila Škrebneva, i due si sono sposati nel 1983 e si sono separati nel 2013. Hanno avuto due figlie Marija Putina e Ekaterina Putina.

Il Presidente russo è un grande appassionato di sport e animali, soprattutto cavalli. Oltre a giocare ad Hockey, Putin pratica il judo dall’età di 14 anni. È presidente di un Dojo a San Pietroburgo, lo stesso in cui ha inziato da piccolo. Detiene l’8° dan .

Potrebbe interessarti