Il Presidente Russo Vladimir Putin durante una conferenza

Come previsto dopo i fatti del week end del 23-24 gennaio, in Russia molti cittadini si sono nuovamente riversati in piazza per protestare contro il Presidente Putin. Questa volta però le misure predisposte dal governo e dalla polizia sono state ben più dure chiuse strade, piazze, stazioni della metropolitana, traffico deviato, chiusi bar, negozi e ristoranti…

Inoltre, il governo ha messo in guardia i cittadini per dissuaderli a partecipare, affermando che chiunque fosse stato fermato avrebbe rischiato di incappare in accuse gravi come partecipazione a disordini di massa, pena 8 anni di reclusione.

15 se si aggiungono episodi di violenza contro la polizia; ma sui canali social spuntano video di cariche violente da parte degli agenti.

Nuove proteste in Russia

Sono più di 35 le città che si sono attivate nelle proteste contro il governo, stando al contatore aggiornato di OVD-info, sono 2948 le persone arrestate, la maggiorate a Mosca (789) e San Pietroburgo (467). Tra gli arrestati; la situazione è esplosiva, secondo quanto si legge sul gruppo telegram Mediaziona i funzionari della sicurezza hanno già bloccato le strade e trattengono i manifestanti selettivamente; tra questi ci sarebbero anche diversi giornalisti.

le cariche della polizia condivise sul gruppo telegram mediazona

Stando agli ultimi aggionramenti dai portali social, a San Pietroburgo è stato avviato un procedimento affinché si possa vietare alle persone di scendere in strada, sulla disabilitazione delle linee di comunicazione e dei veicoli. L’allarme è stato lanciato da Anastasia Burakova, attivista per i diritti umani.

le cariche della polizia condivise sul gruppo telegram mediazona

Burakova ha anche annunciato che dalle prime luci di domenica sono in corso ripetute perquisizioni nelle case degli attivisti dell’opposizione, seguaci di Navalny ma anche politici. Su alcuni manifestanti la polizia avrebbe usato violenza con percosse e uso di taser.

Una delle tante manifestazioni condivise in una foto sui social

Arrestata la moglie di Navalny

Yulia Navalnaya è stata nuovamente fermata dalle forze di polizia. Come la scorsa settimana, la moglie di Navalny stava manifestando insieme ad altri marciando verso il carcere Matrosskata Tishina di Mosca, dove si troverebbe il marito.

Yulia Navalnaya durante la marcia verso il carcere Tishina

Navalny resta in carcere

Lo scorso 29 gennaio i giudici hanno revocato la scarcerazione per l’attivista Alexei Navalny, in carcere dal 17 gennaio (quando rientrato dalla Germania dove è stato curato per l’avvelenamento) per aver violato, secondo le accuse, la libertà condizionale a cui sottostava a seguito di un vecchio processo.

Ovviamente la violazione si riferisce al trasferimento in Germania dopo l’avvelenamento da Novichok. Al momento l’oppositore resta in carcere ma il suo braccio destro Volkov ha specificato che si tratta di motivazioni non previste dal codice penale. Dal carcere Navalny ha rilanciato il suo appello rivolto ai cittadini, ovvero quello di scendere in piazza: “Non abbiate paura, nessuno vuole vivere in un Paese in cui regnano corruzione e tirannia. La maggioranza è dalla nostra parte. Svegliamola”. Intanto la casa dell’attivista è stata perquisita di nuovo.

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