Cronaca dal Mondo

Anonymous attacca la Russia e minaccia Putin: “I tuoi segreti non più al sicuro”. Il video del gruppo hacker

Anche Anonymous scende in campo contro la Russia: il gruppo hacker ha rivendicato gli attacchi e minacciato Putin di svelare i suoi segreti. I passi della cyberguerra.
Anonymous attacca la Russia e minaccia Putin: "I tuoi segreti non più al sicuro". Il video del gruppo hacker

Nelle ore in cui si combatta in numerose città in Ucraina, compresa la capitale Kiev, il gruppo Anonymous ha avviato la sua personale guerra contro la Russia attaccando siti governativi e rivendicando il tutto con un video sui propri profili social. Il celebre gruppo di hacker minaccia Putin e si dice pronto a svelarne i segreti. Sul fronte della cyberguerra, anche il sito di video per adulti Pornhub ha preso una simbolica iniziativa.

Anonymous hackera i siti russi: “È solo l’inizio”

Mentre l’Ucraina prova a resistere agli attacchi russi e si appiglia ora ai negoziati programmati per domattina – lunedì 28 febbraio – ed Europa e Stati Uniti rispondono con sanzioni economiche, il gruppo hacker Anonymous è sceso in campo con i propri mezzi.

La cyberguerra è iniziata: azioni tra il simbolico e il concreto che puntano a rallentare e mettere i bastoni tra le ruote al sistema informatico della Russia e di Vladimir Putin. Nella giornata di ieri è emersa la notizia che molti siti governativi erano in down e che anche la televisione russa era stata hackerata: canti nazionalistici ucraini e immagini della guerra tra le strade di Kiev, Kharkiv e altre città. È la OpRussia di Anonymous, che in un video ha rivendicato l’attacco.

Questo è un messaggio per Vladimir Putin – dicono nel video – L’invasione in corso dell’Ucraina ha dimostrato che il vostro regime non ha alcun rispetto per i diritti umani o l’autodeterminazione dei vostri vicini“. Il gruppo, che ha iniziato circa nel 2006 il cosiddetto hacktivismo e ha all’attivo decine e decine di attacchi a varie realtà (compresi quelli ad Enel, Trenitalia, Equitalia etc) prosegue definendo Putin “l’istigatore“, che avrebbe anche ragione a criticare l’occidente imperialista ma che “ha dimostrato di non essere migliore“. Da qui, gli attacchi: “I membri di Anonymous hanno dichiarato guerra informatica contro il tuo regime aggressivo, con numerosi siti web governativi messi offline negli ultimi giorni.

Hackerare i siti web è solo l’inizio“.

Anonymous minaccia Putin: “Non è una guerra che puoi vincere

Il gruppo, caratterizzato da anonimato e da una leadership de-centralizzata, minaccia poi il Presidente della Federazione russa che solo poche ore fa ha annunciato di aver alzato l’allerta per la deterrenza nucleare. Per Anonymous le sanzioni imposte dal mondo si ritorceranno contro i cittadini, motivo per cui non sarebbero un deterrente efficace.

Presto sentirai la piena rabbia degli hacker del mondo – dicono – Molti dei quali probabilmente risiederanno nel tuo paese d’origine. I tuoi segreti potrebbero non essere più al sicuro e c’è la possibilità che alcune componenti delle infrastrutture del tuo governo vengano dirottate“.

Proseguono poi sostenendo che con l’attacco all’Ucraina la Russia avrebbe reso chiare le sue intenzioni: riprendersi territori chiave – come Georgia e Crimea – un tempo parte dell’URSS. “L’Unione Sovietica ha fallito molti anni fa e il mondo non ha dimenticato la brutalità del regime. Le persone di tutto il mondo ti resisteranno ad ogni passo.

Questa non è una guerra che puoi vincere” concludono.

Anche Pornhub reagisce contro l’invasione russa in Ucraina

Anonymous non è l’unica realtà digitale che sta attivamente criticando o attaccando la Russia. Il gruppo hacker è ovviamente quello che sta provando a colpire più seriamente, ma gesti simbolici sono portati avanti anche da altre realtà: Youtube avrebbe bloccato alcuni canali russi, mentre ha fatto il giro del mondo la decisione di Pornhub, uno dei più grandi siti di streaming per l’intrattenimento per gli adulti, di impedire agli utenti russi di visionare i video.

Chi prova ad accedere al sito, riceve un messaggio con una bandiera ucraina e parole di supporto per lo Stato attaccato dalla Russia.

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