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Deterrenza nucleare: cosa significa, quali e quante armi ha la Russia oggi. Cosa può fare Putin in guerra

Vladimir Putin ha allertato le forze di deterrenza russe, comprese quelle nucleari: cosa significa, quali e quante sono le armi in possesso della Russia. Dalla bomba Tsar ai missili RS-28 Sarmat.
Deterrenza nucleare: cosa significa, quali e quante armi ha la Russia oggi. Che può fare Putin in guerra

Nelle scorse ore Vladimir Putin ha dato ordine dimettere in allerta le forze di deterrenza nucleare dell’Esercito russo. Parole che ora tengono col fiato sospeso il mondo, timoroso che il conflitto con l’Ucraina possa davvero trasformarsi in una terza guerra mondiale combattuta a colpi di bombe atomiche. Cosa significa deterrenza nucleare, quante armi nucleari ha la Russia e i pericoli concreti dei prossimi giorni.

La Russia allerta il deterrente nucleare: cosa significa

In attesa dei negoziati di pace tra Ucraina e Russia, in programma per domani lunedì 28 febbraio 2022 al confine della Bielorussia, la notizia del giorno è il ricorso alla deterrenza nucleare annunciato da Vladimir Putin.

Alti funzionari di grandi nazioni NATO si abbandonano a dichiarazioni aggressive sul nostro Paese. Per questo ho ordinato al ministro della Difesa ed al capo di Stato maggiore di mettere le forze di deterrenza dell’Esercito russo in regime speciale di servizio da combattimento” ha detto. Ma cosa significa deterrenza nucleare?

Si tratta della capacità di un Paese di esercitare pressione per impedire un’azione altrui, in questo caso l’intervento di Nato ed Europa nel conflitto in corso con l’Ucraina.

La Russia ha a sua disposizione Forze strategiche sia difensive che offensive: nel primo gruppo rientrano i sistemi di combattimento e di difesa aerospaziali, sistemi di allerta e di difesa in caso di attacco missilistico. Nel secondo, invece, rientrano le tanto temute armi nucleari.

Quali e quante armi nucleari ha la Russia oggi

L’ex Unione Sovietica e attuale Russia è uno dei 7 Paesi a possedere testate nucleari. Il programma sovietico ha avuto inizio nel 1949, subito dopo il sinora unico utilizzo bellico di bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki. Da allora, però, numerosi stati compresi l’ex Urss si sono dotati di un’arsenale atomico che potesse fungere da deterrente in caso di ulteriore scenario di guerra mondiale.

Nel 1968 – 6 anni dopo la crisi dei missili di Cuba durante la quale si è arrivati vicinissimi ad una guerra atomica – è stato firmato il cosiddetto Trattato di non Proliferazione Nucleare, poi aggiornato a più riprese. Sottoscritto da Stati Uniti, Regno Unito e Unione Sovietica in primo luogo, è entrato in vigore nel 1970 e da quel momento – teoricamente – i Paesi si sono impegnati a disarmare il proprio arsenale nucleare e non aumentarlo.

Le armi nucleari, però, non sono sparite.

Secondo l’ultimo rapporto del SIPRI – Stockholm International Peace Research Institute – all’inizio del 2021 9 Paesi del mondo possedevano approssimativamente 13.080 armi nucleari, 3.825 delle quali schierate in forze operative. La Russia è il secondo Paese con il più grande arsenale nucleare al mondo: secondo i dati del rapporto, ad oggi possiede 6.255 armi nucleari, un numero in calo rispetto al 2017 (6.850). Il Cremlino avrebbe a disposizione armi nucleari a corto e lungo raggio, tra cui il RS-28 Sarmat: si tratta di un missile intercontinentale, una delle sei armi svelate da Putin nel 2018 e che sarebbe dovuto entrare in servizio proprio quest’anno.

Hanno una gittata da 18.000 km e una potenza esplosiva tra i 150-300 kilotoni.

Secondo quanto riporta il sito Forze Italiane, nell’arsenale russo ci sarebbero anche missili ipersonici Kinzhal e Zirkon, Yars, Iskander – che secondo quanto denuncia Kiev sarebbero stati sparati dalla Bielorussia nelle ultime ore – oltre a sottomarini, bombardieri e missili intercontinentali basati a terra.

La bomba Tsar, l’arma nucleare più potente mai testata

Legata alla storia nucleare della Russia, bisogna citare anche la celebre Tsar Bomb, considerata l’arma a idrogeno più potente mai sperimentata.

Soprannominata anche Big Ivan, si tratta di una bomba H originariamente pensata da 100 megatoni e poi ridotta a 50: 3.125 volte superiore al livello di energia sprigionato dall’atomica usata ad Hiroshima. È stata sganciata il 30 ottobre 1961 nella baia di Mitjušicha, sull’isola di Novaja Zemlja e benché l’esplosione si sia verificata a 4.000 metri dal suolo, ha generato una palla di fuoco dal diametro stimato di quasi 8 km. Ha rischiato di abbattere anche l’aereo usato per il suo trasporto e il fungo atomico ha raggiunto i 64 km di altezza. La sua devastante potenza ha spazzato via le case a 55 km di distanza, sull’isola di Severnyj ed è stata registrata a quasi 1000 km di distanza, in Finlandia. Estremamente potente ma poco funzionale perché si sprigionava verso l’alto, il progetto della Tsar Bomb è stato poi abbandonato.

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