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Ucraina, distrutto il memoriale della Shoah a Kiev, Zelensky dichiara: “Almeno 5 vittime, la storia si ripete”

Distrutto il memoriale della Shoah sito nei luoghi dei massacri di Babyn Jar. La rabbia del presidente ucraino Zelensky: "che senso ha dire “mai più” per 80 anni, se il mondo rimane in silenzio".
Ucraina, distrutto il memoriale della Shoah a Kiev, Zelensky dichiara: "Almeno 5 vittime, la storia si ripete"

Poche ore fa Volodimir Zelensky ha annunciato con un tweet che il memoriale di commemorazione alla Shoah eretto a Babyn Jar in Ucraina è stato distrutto dai bombardamenti e che nell’attacco si sarebbero registrate diverse vittime.

Le parole di accorato dolore del presidente ucraino hanno fatto il giro del mondo.

Zelensky chiede al mondo di ascoltare: “Il mondo rimane in silenzio”

La memoria si è rivelata tangibile: un simbolo della Shoah, eretto per ricordare la strage del popolo ebreo e finalizzata a onorare il ricordo, è tra i luoghi distrutti dalla guerra tra Russia e Ucraina. Sono parole di rabbia quelle scritte da Volodimir Zelensky su Twitter: “Al mondo: che senso ha dire “mai più” per 80 anni, se il mondo rimane in silenzio quando una bomba finisce sullo stesso sito del Babyn Jar?

Almeno 5 vittime. La storia si ripete…”

Oggi pomeriggio è stata bombardata anche la torre tv a Kiev.

Babyn Jar: la storia dei massacri di Kiev

Il memoriale del Babyn Jar è un momento eretto nel 1976, anche se solo 15 anni dopo la sua costruzione è stato eretto un nuovo monumento che rappresenta la Menorah ed è, ufficialmente, dedicato alla memoria della Shoah.

Nel corso della seconda guerra mondiale Babyn Jar era un luogo molto noto, purtroppo, per essere stato scelto dai nazisti come sito di massacri.

In questo luogo vi era infatti un fossato utilizzato per sterminare e gettare gli ebrei che venivano catturati: in tutto a Babyn Jar sono morti quasi 34mila ebrei di Kiev.

 

Dopo la seconda guerra mondiale vi fu una certa resistenza nel riconoscere la gravità dei fatti di Babyn Jar, soprattutto per via della presa di posizione dell’Unione Sovietica, che non riconobbe a lungo l’importanza e serietà del fenomeno della Shoah.

Il poeta russo Evgenij Evtusenko ha dedicato un poema di denuncia sull’antisemitismo proprio ai massacri di Babyn Jar, che recita: “Su Babi Yar storniscono le erbacce (…) Tutto qui urla il silenzio, e sento la mia testa nuda impallidire lentamente / E sono me stesso / Un immenso grido silenzioso / Sulle miglia e migliaia di morti sepolti”.

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