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Chi sono gli oligarchi russi e qual è il loro ruolo: i nomi dei super ricchi colpiti dalle sanzioni

Chi sono i principali oligarchi russi, super ricchi e fedelissimi di Vladimir Putin, colpiti dalle sanzioni: i nomi e il loro ruolo.
Chi sono gli oligarchi russi e qual è il loro ruolo: i nomi dei super ricchi colpiti dalle sanzioni

Le sanzioni imposte dall’Unione Europea e dalla NATO si sono concentrate anche sui cosiddetti oligarchi russi e sui loro patrimoni. Ecco chi sono i fedelissimi del presidente russo Vladimir Putin e qual è il loro ruolo all’interno della “oligarchia”.

Quanti oligarchi sono stati colpiti dalle sanzioni europee e statunitensi

In totale, sono 680 le persone colpite dalle sanzioni europee e statunitensi, a cui si aggiungono 53 tra società e istituzioni. Altre 26 figure sono state interessate dai provvedimenti nella giornata di ieri, 1° marzo. Gli oligarchi sono principalmente persone che hanno beneficiato del legame con il presidente russo Putin per ampliare i propri affari, fornendo supporto alle decisioni del governo.

Il lungo elenco di nominativi include Roman Abramovich, fondatore della compagnia petrolifera Sibneft, venduta nel 2005 all’azienda statale del settore energetico Gazprom. Abramovich nel 2003 ha acquistato lo storico club londinese del Chelsea. Nell’elenco c’è anche Igor Ivanovich Sechin, consigliere e amico personale di Putin nonché amministratore delegato di Rosnef. Rosnef è la compagnia petrolifera dello Stato russo e uno dei maggiori produttori mondiali di petrolio greggio.

Il legame con l’attuale presidente russo risale agli anni ’90, quando Sechin lavora con Putin presso l’ufficio del sindaco di San Pietroburgo. Nel 1999 Sechin è vice capo dell’amministrazione Putin, nel 2008 è vice Primo Ministro e nel 2012 diventa infine amministratore delegato di Rosneft. La società Rosneft Aero controllata di Rosneft fornisce carburante inoltre all’aeroporto di Sinferopoli, responsabile di collegare per via aerea il territorio della Crimea (illegalmente annessa alla Russia) e Sebastopoli al territorio russo.

Chi sono gli oligarchi colpiti dalle sanzioni: i settori della finanza e dell’acciaio

Tra gli oligarchi colpiti dalle sanzioni c’è Nikolay Petrovich Tokarev, stretto collaboratore di Vladimir Putin e amministratore delegato di Transneft, tra le principali società russe nel settore del petrolio e del gas.

Tokarev ha servito nel KGB negli anni 1980 insieme a Putin. Alisher Usmanov è un oligarca che opera invece nel settore dell’acciaio e della finanza. Secondo il Bloomberg Billionaires Index, è titolare di un patrimonio da 19,7 miliardi di dollari. Usmanov possiede la holding Metalloinvest e controlla il quotidiano d’affari Kommersant, che mostra uno schieramento favorevole al governo russo.

Petr Olegovich Aven è azionista di Alfa Group, al cui interno è presente Alfa Bank, tra le principali banche russe. Aven è stato Ministro delle Relazioni economiche con l’estero e Vicesindaco di San Pietroburgo negli anni ’90, epoca a cui risale la sua amicizia con Vladimir Putin. Aven ha anche rapporti di amicizia con Igor Sechin. Sempre legato ad Alfa Group è un altro oligarca, Mikhail Maratovich Fridman, che ne è fondatore e azionista. Il suo patrimonio è stimato in 10,6 miliardi di dollari. È stato sanzionato perché è ritenuto tra i principali finanziatori e facilitatori della cerchia ristretta di Putin, grazie ai cui legami sarebbe riuscito ad acquisire attività statali.

Tra società e investimenti, chi sono gli oligarchi fedelissimi a Putin

In ambito di società e investimenti, tra gli oligarchi russi spiccano Gennady Nikolayevich Timchenko, fondatore e azionista del Volga Group, gruppo di investimento attivo in settori chiave dell’economia russa, e della Banca Rossiya, considerata la “banca personale” degli alti funzionari della Federazione russa; Alexey Alexandrovits Mordaschov, Presidente di Severstal e Severgroup, gruppo a sua volta azionista della Banca Rossiya e detentore di quote azionarie di National MEDIA Group, che controlla le emittenti televisive impegnate nella propaganda anti-Ucraina; Peter Mikhaylovich Fradkov, presidente della PJSC Promsvyazbank, la banca statale russa colpita dalle sanzioni perché accusata di sostenere finanziariamente la difesa e l’esercito russi e di ricevere istruzioni dirette dal presidente Putin; Oleg Tinkov, fondatore della banca russa Tinkoff e classificato nel 2014 come 15esima persona più ricca della Russia; i fratelli Boris e Arkadij Rotenenber, che possiedono la banca Smp e che avrebbero beneficiato di contratti con l’azienda statale Gazprom; Igor Rotenenber, figlio di Arkadij, che controlla la compagnia di estrazione petrolifera Gazprom Bureniye.

Sanzioni contro la Russia, chi hanno colpito

Altri oligarchi interessati dai provvedimenti sono Sergei Pavlovich Roldugin, violoncellista e uomo d’affari inserito nel sistema finanziario di rete di Putin e proprietario di almeno 5 entità offshore; Dmitry Sergeyevich Peskov, addetto stampa di Vladimir Putin che più volte ha appoggiato l’annessione alla Russia del territorio della Crimea e di Sebastopoli, oltre ad aver dichiarato l’assenza di truppe russe nel Donbass; Dmitry Nikolaevich Chernyshenko, vice Primo Ministro della Russia incaricato dello sport, del turismo, della cultura e delle comunicazioni nonché membro del Consiglio di amministrazione delle ferrovie russe. Le ferrovie russe, secondo quanto evidenziato dall’Unione Europea nel definire le sanzioni, sono responsabili del trasporto di personale e materiali militari nei pressi della frontiera ucraina. Nel Consiglio di Amministrazione delle ferrovie russe ci sono anche Irek Envarovich Faizullin, che ricopre anche la carica di Ministro dell’Edilizia e delle politiche abitative, e Vitaly Gennadyevich Savelyev, che dal 2020 è Ministro dei Trasporti ed è stato amministratore delegato della compagnia aerea russa Aeroflot. 

Le figure di spicco dell’oligarchia russa nel settore dell’informazione e delle comunicazione

Le recenti sanzioni si sono concentrate anche su Tigran Edmondovich Keosayan, attore, regista e giornalista indicato come responsabile della diffusione di propaganda contro l’Ucraina nei media russi. Inoltre, i suoi show televisivi avrebbero ricevuto finanziamenti da società russe di proprietà statale.

All’ambito televisivo appartiene anche Olga Vladimirovna Skabeyeva, giornalista della stazione televisiva Rossiya-1 di proprietà dello Stato, conduttrice di un popolare talk show politico e cofondatrice e caporedattrice del portale REGNUM. Tale portale ha come cofondatore e caporedattore anche un altro oligarca, Modest Alexeyevich Kolerov, che dal 2005 al 2007 ha lavorato presso l’amministrazione presidenziale. Appartengono all’ambito dell’informazione e della cultura anche Roman Georgievich Babayan, che è giornalista, conduttore, caporedattore di radio e membro della Duma di Mosca; Yevgeniy Nikolaevich Prilepin, attivista russo, giornalista, scrittore e copresidente di partito; Anton Vyacheslavovich Krasovsky, anch’egli attivista, giornalista, propagandista e conduttore di un talk show; Arkady Viktorovich Mamontov, giornalista, presentatore televisivo, conduttore e autore di film documentari. Tutte queste figure sono state sanzionate a causa della propaganda contro l’Ucraina e a favore dell’annessione di Crimea e Sebastopoli, portate avanti nei loro media.

Gli oligarchi legati alle aggressioni militari in Ucraina: chi sono

Tra gli oligarchi spicca Andrey Anatolyevich Turchak, che riveste la carica di segretario del Consiglio generale del partito Russia unita e di primo vice presidente del Consiglio federale. Turchak è stato compagno di judo di Vladimir Putin e ha sostenuto con forza le repubbliche separatiste di Donetsk e Luhansk, oltre a dichiarare l’impossibilità di risolvere pacificamente il conflitto nel Donbass. Altri nomi sono quelli di Alexander Ponomarenko, Presidente del Consiglio di amministrazione dell’aeroporto internazionale di Sheremetyevo; Sergei Mikhailovich Pinchuk, Viceammiraglio e primo Vicecomandante in capo della flotta del Mar Nero, che è sotto il controllo del distretto militare meridionale delle forze armate russe ed è stato coinvolto in azioni militari contro l’Ucraina, tra cui le operazioni di sbarco a Mariupol e Odessa; Alexey Yurevich Avdeev, vicecomandante del distretto militare meridionale della Russia anch’esso coinvolto nelle azioni militari contro l’Ucraina; Rustam Usmanovich Muradov, Tenente generale e vicecomandante del distretto militare meridionale, il cui obiettivo principale al momento è l’Ucraina; Andrey Ivanovich Sychevoy, Tenente generale e comandante dell’ottava armata combinata della Guardia del distretto militare meridionale.

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