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Viktor Yanukovich, chi è l’ex Presidente ucraino filo-russo che Putin vorrebbe mettere al posto di Zelensky

Viktor Yanukovich è l'uomo di Putin che, come nel caso di Lukashenko, il Presidente della Federazione Russa vorrebbe come Capo di Stato unendo così Ucraina e Russia a doppio filo.
Victor Yanukovich, chi è l'ex Presidente ucraino filo-russo che Putin vorrebbe mettere al posto di Zelensky

Nelle scorse ore l’agenzia ucraina Ukrayinska Pravda ha rilanciato la notizia della presenza dell’ex Presidente ucraino Viktor Yanukovich a Minsk. Secondo quanto riportato dall’agenzia, facente riferimento a fonti dell’intelligence, la presenza di Yanukovich non era casuale. Anzi, mostrerebbe un ulteriore tassello del piano del Presidente della Federazione Russa Putin che vorrebbe estromettere Zelensky e ripristinare Yanukovich come più alta carica dello Stato ucraino.

Il nome di Viktor Yanukovich è più che noto, si tratta dell’ex Presidente ucraino costretto alla fuga nel 2014 dopo l’inasprimento degli scontri in Ucraina (rivoluzione del Maidan o di Kiev).

Yanukovich, filo-russo, si era rifiutato di sottoscrivere il trattato di associazione con l’Unione Europea dando il via a numerose manifestazioni violente che hanno sconvolto il Paese.

Gli studi e la prima carriera in politica di Viktor Yanukovich

Nato nel 1950 a Yenakiieve (Oblast del Doneck), villaggio ucraino, da una famiglia in parte russa e in parte bielorussa, perde giovanissimo la mamma e successivamente anche il padre ed è stato cresciuto dalla nonna. Nel corso della sua gioventù Viktor Yanukovich ha avuto importanti difficoltà con la giustizia, ritrovandosi imprigionato nel 1968 e nel 1970 per furto e ingiurie (accuse decadute come da lui stesso annunciato durante il primo discorso presidenziale nel 2004).

Nel corso dei suoi studi si riscontrano un diploma conseguito presso l’istituto tecnico e una laurea per corrispondenze in ingegneria meccanica; dopodiché, oltre ad essere entrato nel Partito Comunista, è diventato manager capo di una società di trasporti di Yenakiieve. Nel corso dei suoi studi si segnala anche anche un master in diritto internazionale presso l’Accademia Ucraina del Commercio e il titolo di dottore in scienza e di professore.

Sul finire degli anni ’90, tra il ’96 e il ’97, Yanukovich ha ricoperto ruoli nell’amministrazione nel suo distretto di origine (compreso quello di capo, ovvero governatore). Dal 2002 al 2004 ricopre il ruolo di Primo Ministro incaricato dal Presidente Leonid Kučma; durante questo biennio ha guidato il governo verso l’industria del carbone e ha preso posizioni a sostegno degli Stati Uniti sul fronte della guerra in Iraq, anche se si è sempre mostrato filo-russo e contro l’ingresso dell’Ucraina nella NATO e nell’Unione Europea.

Yanukovich Presidente dell’Ucraina, la rivoluzione del Maidan e la fuga in Russia

Nel 2004, grazie al suo programma filo-russo, Viktor Yanukovich è stato eletto al ballottaggio Presidente.

Un esito duramente contestato con accuse di brogli da parte dell’opposizione che ha portato a nuove elezioni e a vittoria dello sfidante Yushenko. Nel 2006 si tengono nuovamente le elezioni parlamentari che segnano la vittoria del Partito delle Regioni Yanukovich restando alla guida del governo fino al 2007, quando Yushenko ha richiesto nuove elezioni anticipate.

Nel 2010 Yanuyukovich viene eletto Presidente della Repubblica, due anni dopo, invece, le elezioni parlamentare hanno segnato il successo del Partito delle Regioni, seguito dalla coalizione di Yulia Timoshenko, da quella del partito di opposizione dell’Udar dell’ex-pugile Klitschko e dal partito della destra nazionalista.

I problemi sono iniziati nel 2013 quando, nel mese di dicembre, dopo il rifiuto di Yanukovich di sottoscrivere il trattato di associazione con l’Unione Europea sono esplose diverse manifestazioni di piazza ricordate come la rivolta del Maidan o rivolta di Kiev.

A queste rivolte sono seguite dure repressioni che hanno solo aumentato il livello della tensione nazionale; nonostante anche l’emanazione di provvedimenti per limitare la libertà d’espressione e il diritto a manifestare gli scontri si sono susseguiti portando alle dimissioni di Yanukovich.

Il 22 febbraio 2014 l’opposizione ha accettato di siglare un accordo con il Presidente per ottenere elezioni anticipate,  il ritorno alla Costituzione del 2004 e un’amnistia. Lo stesso giorno Yanukovich è stato deposto dalla carica con l’accusa di aver violato diritti umani; a quel punto è fuggito in Russia.

La condanna per alto tradimento

Su Viktor Yanukovich pende una condanna per alto tradimento sancita nel gennaio del 2019 con una pena di 13 anni di carcere. La sentenza trova motivazione nella sua richiesta di intervento armato russo per reprimere le manifestazioni di piazza. Yanukovich, risulta dalla condanna, ha sollecitato per iscritto personalmente e tramite una lettera il Presidente Putin.

Se quanto trapelato nelle scorse ore dovesse confermarsi, Yanukovich secondo il piano di Putin prenderebbe il posto di Zelensky diventando una sorta di Lukashenko, Capo di uno Stato legato a doppio filo con la Russia- come accade già con la Bielorussia appunto.

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