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Notte di esplosioni nella capitale Kiev mentre oggi riprendono i negoziati tra Russia e Ucraina

Riprendono oggi i negoziati tra Russia e Ucraina ad una settimana dall'inizio dell'invasione russa nel Paese. Intanto nella notte è caduta una delle più grandi città dell'Ucraina.
Notte di esplosioni nella capitale Kiev mentre oggi riprendono i negoziati tra Russia e Ucraina

Le ultime notizie dall’Ucraina arrivano nella notte: nel Paese ha ceduto ai russi la prima grande città, Kherson. La capitale, Kiev, continua ad essere colpita dalla pioggia dei razzi di Mosca. La situazione dei civili è drammatica: sarebbero più di 2mila civili uccisi e centinaia di migliaia di sfollati.

La situazione in Ucraina

Oggi, nell’ottavo giorno di guerra tra Russia e Ucraina, comincia il secondo giorno di negoziati. Negli scorsi giorni si era parlato spesso di questa seconda giornata, senza certezze sul momento in cui sarebbero effettivamente cominciati.

Gli scontri intanto continuano, stando a quanto riporta la Bbc, anche a Kiev che intorno alle 3 del mattino sarebbe stata scenario di quattro forti esplosioni.

I media locali riportano anche di combattimenti alla periferia di Kiev. Gli aggiornamenti arrivano anche dal sindaco di Kiev che su Telegram scrive: “Il nemico sta cercando di sfondare“.

L’Aia avvia inchiesta su presunti crimini di guerra

Intanto anche il resto del mondo si muove. La Corte penale internazionale ha avviato un’indagine su presunti crimini di guerra commessi dalla Russia in Ucraina. A rivelarlo è stato il procuratore della Cpi, Karim A.A. Khan Qc, dopo che 39 Paesi, tra cui l’Italia, un numero mai così ampio, hanno sottoscritto la procedura.

Nella serata di ieri, intanto, l’Assemblea Generale dell’ONU ha votato a favore della risoluzione contro la Russia a seguito dell’invasione: su 193 Paesi che ne fanno parte, 5 hanno votato contro e 35 si sono astenuti.

I 5 che hanno votato no sono Russia, Bielorussia, Corea del Nord, Siria ed Eritrea. Le Nazioni Unite con questo provvedimento chiedono alla Russia il cessate il fuoco e il ritiro delle truppe. Dopo la decisione, ha commentato anche Di Maio che parla di “condanna senza appello della guerra scatenata dal governo russo” e si dice “fiero che l’Italia abbia promosso il voto in Assemblea Generale“.

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