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Vladimir Putin attacca: “Distruggeremo l’anti-Russia creata dall’Occidente. Nessuno può minacciarci”

Non accenna a placarsi la furia di Vladimir Putin nei confronti dell'Ucraina e dei suoi leader definiti "neonazisti": in un nuovo discorso, alza i toni e i negoziati di pace sembrano una questione lontana.
Vladimir Putin attacca: "Distruggeremo l'anti-Russia creata dall'Occidente. Nessuno può minacciarci"

Nella giornata che segna il secondo incontro per i negoziati, Vladimir Putin è tornato a parlare. Il tono non è cambiato, anzi: attacca i leader dell’Ucraina e sostiene che i due popoli siano la medesima cosa, dicendosi pronto a reagire di fronte a qualsiasi tipo di attacco.

Putin va avanti con la guerra: “Russi e ucraini sono un unico popolo”

Secondo quanto riportato da Adnkronos, Vladimir Putin ha aperto la riunione del Consiglio di Sicurezza tirando dritto sulla sua strada: “Russi e ucraini sono un unico popolo, non rinuncerò mai a questa convinzione” ha detto. In un messaggio trasmesso anche dalla televisione russa, ha poi aggiunto che “L’operazione militare speciale della Russia in Ucraina sta andando secondo i piani“.

L’intenzione, ribadita, è quella di combattere “i neonazisti, che hanno mercenari stranieri, alcuni vengono dal Medio Oriente e usano i civili come scudi umani“. A tal proposito, da Mosca sostengono di avere video girati nel Donetsk su presunti metodi brutali usati dai combattenti ucraini. La denazificazione dell’Ucraina è la scusa utilizzata dal Cremlino per giustificare l’invasione di una settimana esatta fa.

Putin ha quindi dichiarato di voler “distruggere l’anti-Russia creata dall’Occidente” e che “Nessuno può minacciare la Russia, neanche con le armi nucleari“.

Nel suo discorso, ha poi dichiarato di “fare tutto il possibile per evitare vittime civili, sto parlando anche dei cittadini ucraini“. Definisce poi eroi i soldati russi che stanno combattendo in Ucraina, annunciando inoltre risarcimenti da 64mila euro e una diaria mensile alle famiglie che stanno subendo perdite. Circa 25mila euro, invece, ai feriti.

Zelensky lancia un appello al dialogo a Vladimir Putin

Le parole del Presidente russo non seguono lo stesso tono di quelle usate da Zelensky solo poche ore fa: “Vieni e parliamone, è necessario per fermare la guerra”.

Un appello a Vladimir Putin, affinché anche il leader del Cremlino accetti di mettere fine alla guerra, cosa che non sembra intenzionato a fare.

Se Putin non sembra smuoversi di un millimetro dalla sua posizione, un filo di speranza arriva invece dai negoziati tenutesi oggi. Il consigliere della presidenza ucraina, Mykhailo Podolyak, tramite Twitter ha reso noto che “Purtroppo non sono stati raggiunti i risultati che l’Ucraina voleva. È stata presa solo una decisione sull’organizzazione dei corridoi umanitari”. Il capo delegazione russa Vladimir Medinsky, invece, li ha definiti “progressi significativi”.

All’inizio della prossima settimana è previsto un terzo appuntamento, ma intanto un cessate il fuoco sembra lontano e mentre la diplomazia si prende il suo tempo le vittime civili continuano ad aumentare.

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